Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!
Menu Navigazione
Il Grand Hotel Rimini, capolavoro Liberty in Romagna

Il Grand Hotel Rimini, capolavoro Liberty in Romagna

Il Grand Hotel Rimini è assurto a fama internazionale grazie al genio di Federico Fellini che in A’marcord (1973) lo ha rappresentato seppur in una dimensione onirica, tutta sua. In effetti, come racconta ancora oggi il suo amico di sempre l’avvocato Titta Benzi, oramai più che ottuagenario, quando entrambi potavano ancora i calzoncini corti, passavano ore e ore davanti al Grand Hotel per spiare, attraverso le siepi, il magico mondo dei ricchi: donne eleganti con lunghi abiti luccicanti che lasciavano intravedere la schiena nuda, uomini in frac che fumavano il sigaro e auto meravigliose dalle curve sensuali… Insomma, non è difficile immaginare il tumulto d’animo e le fantasie che il mondo del Grand Hotel poteva suscitare in due “giovinastri” come loro, poveri in canna e senza un (apparente) futuro.
Poi, grazie ad uno zio che lavorava in cucina, Fellini riuscì ad entrare nella “cattedrale”, sotto lo sguardo inquisitore del concierge, e a sostare nella hall a disposizione dei clienti dei quali eseguiva ritratti e caricature. Fu a quel tempo che decise che, un giorno, avrebbe frequentato assiduamente il Grand Hotel come il cliente. Poi, divenuto un famoso regista, prese ad abitare al Grand Hotel quando non viaggiava o si trovava a Roma, anche se a Rimini si trovava la casa dei suoi genitori. Preferiva risiedere in hotel insieme alla moglie Giulietta Masina e ricevervi amici e parenti. Gli piaceva sostare nella hall con una matita e dei fogli da disegno sui quali disegnava degli schizzi, caricature di clienti che, per un incedere o un tratto particolari, attiravano la sua attenzione. Molti di quegli schizzi sono divenuti poi i personaggi dei suoi film. Chi tra i dipendenti del Grand Hotel lo ha conosciuto, lo descrive come un uomo gentile, affabile, in grado di dispensare complimenti e parole gentili a tutto lo staff del quale – diceva – anche lui faceva parte!

Dall’inaugurazione nel 1908, il Grand Hotel ha vissuto al ritmo della storia d’Italia, divenendo dapprima l’Ostenda d’Italia, rinomata in Europa per le sue acque termali, i “bagni”. Del resto, l’architetto Paolo Somazzi che progettò l’hotel, lo pensò non rivolto al mare (di nessun interesse per la nobiltà o l’alta borghesia dell’epoca), ma rivolto verso il Kursaal, il famoso centro termale, luogo di divertimento con feste e balli, edificato nel 1873 e andato distrutto nel 1948. Monarchi e principi, attori e musicisti, politici e scienziati sono stati ospiti delle suites del Grand Hotel, hanno passeggiato nel suo giardino esotico e hanno ballato sulla grande terrazza da cui si vede il mare.
Come in un colossale set cinematografico, dominato dalla facciata Liberty, migliaia di sfavillanti “feste con musica” hanno fatto da sfondo alle vicende più disparate.

Claretta Petacci, l’amante ventenne di Mussolini, alla finestra della sua suite sospirava al passaggio del Duce sul suo idrovolante mentre si recava a Riccione dalla moglie Donna Rachele, Re Farouk d’Egitto vi soggiornò su consiglio della bellissima diva del muto Lydia Borrelli della quale era un fervente ammiratore, il grande Enrico Caruso volle una suite con vista che gli ricordasse il golfo di Napoli; Federico Fellini aveva 14 anni quando entrò per la prima volta in quello che definiva “il mondo fiabesco dei ricchi e del lusso”; il chirurgo Christian Barnard, grande pioniere dei trapianti di cuore, durante una cena prestigiosa venne ritratto insieme a Lady Diana, che passava le notti al telefono con Dodi. E poi il Dalai Lama, Sharon Stone, la tutt’ora bellissima Claudia Cardinale, Tony Blair e tanti altri che ne hanno apprezzato il fascino e animato i fastosi saloni. L’albergo tanto amato da Fellini, monumento nazionale dal 1994, ha festeggiato l’ambito traguardo dei 100 anni nel luglio del 2008.
Una celebrazione in grande stile che ha visto la partecipazione di ospiti illustri e personaggi famosi tra cui Francesca Fellini, il poeta Tonino Guerra, l’attrice Valentina Cortese e Valeria Marini.

Da dicembre 2007, il Grand Hotel Rimini è entrato a far parte del prestigioso Gruppo Select Hotels Collection della Famiglia Batani. Insieme al Palace, il lussuoso hotel a cinque stelle di Milano Marittima, e ad altri otto alberghi ubicati lungo la costa romagnola e in collina. Come lo stesso Antonio Batani racconta riferendosi alla nostra bella dimora, “dopo essere stato il fidanzato di questa bella signora per tanti anni, alla fine me la sono sposata!” Ed è da “innamorato” che Antonio Batani ha iniziato da subito i grandi lavori di restauro che vedono ad oggi interamente restaurati i saloni interni, la totalità delle camere, la maestosa facciata Liberty, il giardino e la spiaggia, cui si aggiunge il nuovissimo centro benessere Dolce Vita, interno all’hotel. Il tutto secondo i criteri e i limiti imposti della Soprintendenza alle Belle Arti. Inoltre, l’hotel si è dotato di un nuovo centro benessere di ispirazione felliniana raggiungibile direttamente dai piani attraverso un ascensore dedicato.
Il lavori termineranno con l’installazione delle magnifiche cupole che sostituiranno quelle che andarono distrutte nel terribile incendio che divampò nel luglio del 1920.

Oggi, il Grand Hotel Rimini è un’importante realtà economica che garantisce il lavoro a più di 70 famiglie e che può contare su una conduzione, quella del Signor Antonio Batani e della sua famiglia, che ha inteso l’acquisto dell’albergo come un investimento di risorse ed energia a lungo termine, proprio in virtù di quella forte passione che anima oggi la famiglia Batani e che fu di Federico Fellini.

Il Grand Hotel di Rimini fu progettato del celebre architetto sudamericano Paolo Somazzi.
I lavori del nuovo hotel iniziarono nel 1904, sotto la guida della “Società Milanese Alberghi, Ristoranti e Affini”, che inoltre, nel 1906, ricevette dal Consiglio Comunale il controllo dello “Stabilimento Balneare di Rimini”. La società promosse la città ed i suoi servizi in Italia ed in Europa, presentandola come una delle principali mete turistiche del continente.

La “Società Milanese” cambiò l’immagine della vacanza a Rimini. Essa restaurò gli edifici dello stabilimento balneare , estese le terrazze del Kursaal , centro elegante della vita di società, rinnovò i servizi offerti in spiaggia e sul molo. La maggior parte del lavoro fu svolto su strade , viali, parchi e giardini del fronte mare , e Rimini fu proclamata “la spiaggia del momento”, “l’Ostenda d’Italia” e “la più bella spiaggia dell’Adriatico”.

La costruzione del Grand Hotel consolidò la nuova ed ambiziosa immagine della città come capitale europea delle vacanze. Inaugurato il 3 luglio 1908, fu l’evento culminante della stagione. Con le sue duecento camere, ampie terrazze, giardini esotici, sale sfarzose e la sua facciata rosa in elegante stile Liberty, l’hotel divenne presto la più importante attrazione del Mediterraneo e fu meta preferita delle vacanze estive delle più celebri personalità dell’alta società, altezze reali, nobiltà e figure eccellenti nel mondo dell’arte e della cultura, dall’Italia e da tutto il resto d’Europa.

Nel 1910 il Grand Hotel passò in proprietà alla “Società Anonima Bagni Di Rimini”. I nuovi proprietari costruirono una nuova lussuosa sala da pranzo con più di 350 mq di pavimento e oltre a questa fu predisposta una terrazza con vista sul mare. L’hotel fu riorganizzato nuovamente nel 1919 e fu diretto per un lungo periodo dal sig. Damesin, chiamato “Il re degli albergatori” dal giornale locale, “Corriere Rimini Balneare”. In questi anni il Grand Hotel diventò famoso per i suoi generosi banchetti, le sue sofisticate cene a lume di candela e soprattuto per i suoi splendidi ed eccitanti balli di beneficienza, organizzati dalle principali associazioni e clubs della città.

Il mondo della moda fu particolarmente attratto dal Grand Hotel e in molte occasioni, dopo lussuosi e stravaganti rinfreschi, modelle eleganti presentavano le ultime collezioni dei più illustri stilisti d’Italia.

Due dei più memorabili eventi furono la sfilata organizzata da “Donna” rivista femminile il 25 agosto 1928, intitolata “All’ombra della Pagoda” e quella organizzata dalla famosa Casa di moda di Torino “La Merveilleuse”.

Mercoledì, 14 luglio del 1920, un grave incendio divampò ai piani superiori distruggendo le due cupole ornamentali che impreziosivano il tetto. Furono eseguite le riparazioni e l’hotel fu riaperto al pubblico, comunque le cupole non furono più ripristinate. Nel 1931 l’hotel fu venduto per 1.200 lire al Comitato Turistico di Rimini, che portò a termine gli urgenti lavori di restauro ed altri cambiamenti, e guidò la struttura fino allo scoppio della guerra.

L’hotel, durante la guerra fu seriamente danneggiato e il Consiglio Cittadino nel 1953 lo vendette per una cifra simbolica al Sig. Duranti, il quale iniziò la ricostruzione.
Ma la fama leggendaria del Grand Hotel Rimini fu creata dal fascino e spesso dai clienti eccentrici e dall’allegra musica delle feste danzanti svolte tra le due guerre, e la leggenda vive ancora oggi. Non è stata diminuita dai restauri eseguiti negli anni 50 e il Grand Hotel continua ad offrire il suo magico e lussuoso splendore, l’autentico emblema di prima classe e turismo esclusivo.

Il Sig.Duranti vendette l’hotel alla famiglia Arpesella nel 1963 per la favolosa somma di 1 milione di dollari e il lavoro della ricostruzione continuò trasformando il Grand Hotel in una struttura di alta qualità aperta tutto l’anno anzicchè la sola durata della stagione estiva. La famiglia Arpesella ha gestito il Grand Hotel di Rimini fino al 14 novembre 1996 giorno in cui subentrò la Custodia Giudiziaria nella persona del Geom. Ilario Gatti che ebbe la durata di ca. un anno e che richiamò a dirigere il Grand Hotel il Signor Sigfrido Stocklow, il direttore “storico” . La proprietà fu poi acquistata dal Dr. Andrea Facchi, noto imprenditore di San Marino, che ha mantenuto la sua leggendaria reputazione offrendo un servizio di prim’ordine e prestigio irresistibile. Nel luglio 1999, con la direzione del Sig. Sigfrido Stocklow, ottenne la certificazione di qualità ISO 9002, tra i primi alberghi d’Italia ad essere certificato.

Il 22 ottobre 2002 la Società Advance Hotel è subentrata alla Società Amarcord srl.

 Il 17 Dicembre del 2007, il Grand Hotel Rimini entra finalmente a far parte del Gruppo Select Hotels di proprietà di Antonio Batani e della sua Famiglia. Oltre al Grand Hotel Rimini, la Famiglia Batani è proprietaria di 9 hotel ubicati tra Milano Marittima e Cervia, nella bella provincia di Ravenna, internazionalmente conosciuta per i magnifici mosaici e il ricco patrimonio storico.

Tra le figure eminenti che hanno visitato il Grand Hotel di Rimini nei tempi passati, possiamo ricordare: la Regina di Sassonia, il Duca degli Abruzzi, la Principessa Luisa Laetitia di Aosta Napoleone, il Duca di Udine, i Principi Colonna di Stigliano, il primo ministro Signor Salandra, l’ambasciatore turco Harry Pasha che divenne Gran Visir, il Re Faruk, Elena Bianchi Cappelli, Lydia Borrelli, Geraldine Farrar, Enrico Caruso, Guglielmo Marconi, Pietro Mascagni, e tanti altri, ai giorni nostri Sandro Pertini, Lady Diana Spencer , Gorbacev con Signora Raissa, George Bush, quasi tutti i personaggi della politica di oggi e di ieri nonchè molti altri membri dell’alta società italiana ed internazionale.

Il Grand Hotel di Rimini è tuttora meta preferita per molte celebrità internazionali.

Spettacolo : Fellini che è sempre stato di casa ogni qualvolta si recava a Rimini, Sergio Zavoli, Pedro Almodovar, John Landis, Michael Redford, Bruce Willis, Demi Moore, Ornella Muti, Maria Grazia Cucinotta, Carol Alt, Monica Vitti, Alberto Sordi, Paolo Villaggio, Roberto Benigni, Stefania Sandrelli, Valeria Marini, Claudia Kohl, Pamela Prati, John Turturro, Pippo Baudo, Katia Ricciarelli, Sting, Claudio Baglioni, Adriano Celentano, Vasco Rossi, Antonello Venditti, Franco Battiato, Joe Cocker, Martha Graham, Sara Voughan; Sabrina Ferilli, Claudia Cardinale, Sharon Stone.

Politica: Michail Gorbacev, George Bush, Henry Kissinger, Francesco Cossiga; Sandro Pertini, Giulio Andreotti, Frncesco Rutelli, il Presidente del Senato Franco Marini, il Dalai Lama.

Aristocrazia: il Principe Saudita Al Saud; il principe ereditario del Giappone Hirohito e il figlio del gen. Geddafi, Lady Diana Spencer e la Regina Rania di Giordania;

 Sport : Max Biaggi, Alberto Tomba, Valentino Rossi, Ciro Ferrara, Yury Chechi, Marco Pantani;

Cultura e della scienza: Umberto Eco, Dario Fo, Franca Rame, Enzo Biagi, Oliviero Toscani, Vittorio Sgarbi, Luciano De Crescenzo, Willy Pasini, Alberto Bevilacqua, Bruno Vespa, Furio Colombo, Herman Daly, Carlo Rubbia;

Medicina: Christian Barnard, Prof. Umberto Veronesi, Frederick Leboyer, Deepack Chopra, Rita Levi Montalcini, e tanti tanti altri personaggi famosi e degni di nota che non sono menzionati per mancanza di spazio. Principi, altezze reali e artisti di fama internazionale contribuiscono fin dal 1908 alla creazione di quel magico alone di leggenda che avvolge ancor oggi il Grand Hotel di Rimini. Le feste sfarzose sulle sue terrazze, protette da cortine di fittissime piante, entrarono nei sogni di quei giovani riminesi che le hanno poi consacrate, rendendo il Grand Hotel di Rimini celebre nel mondo: si pensi ad Amarcord, nato dalla sceneggiatura di Tonino Guerra e dalla regia di Federico Fellini che nel film ne ha ricreato l’atmosfera e il fascino di “vecchia signora”. Il Grand Hotel di Rimini ha sempre mantenuto negli anni fede a quest’immagine, proponendo un servizio di qualità e iniziative di grande interesse.

Il Grand Hotel di Rimini ha ispirato fantasie e sogni e fin dalla sua inaugurazione molti riminesi (chi per nascita o per adozione) provano una forte affezione per esso.

Le memorie e i sogni di Federico Fellini furono realizzati in “Amarcord” il film che uscì in proiezione nel 1973 consacrando il mito del Grand Hotel al resto del mondo.

“…..il Grand Hotel di Rimini era il mondo fiabesco dei ricchi, lusso, fasto orientale. Quando le descrizioni dei racconti non erano sufficientemente stimolanti da ispirare scene suggestive nella mia immaginazione, tiravo fuori il Grand Hotel come certi piccoli teatri trasandati che usano lo scenario dietro le quinte per tutte le situazioni. Volevamo girarci attorno come dei topi per cercare di dare un’occhiata all’interno ma era impossibile.Così guardavamo furtivamente dietro il grande cortile (sempre all’ombra delle palme che raggiungevano il quinto piano) pieno di affascinanti macchine dalle indecifrabili targhe”.

“...Il Grand Hotel era circondato e immerso in mille misteri, in un’atmosfera da brividi...” secondo Piero Meldini, raffinato scrittore di cose romagnole “…era un luogo di malizie e pettegolezzi, un “porto franco”; dove una moralità diversa prevaleva, perfettamente tollerata. Pure il Fascismo alimentò questo mito, quando Mussolini, con la famiglia a Riccione, possedette la signora Petacci al Grand Hotel, scappando per essere con lei di notte. Ma attorno all’immensa figura, come una montagna in un panorama di ville e piccole case, altre mille leggende stavano crescendo, voci senza fondamento ma sempre plausibili.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Trackbacks/Pingbacks

  1. Uno spettacolo teatrale su Marco Pantani all'Alighieri - cultura 10/11/12 - [...] Il Grand Hotel Rimini, capolavoro Liberty in Romagna | italia liberty [...]

Scrivi Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>