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Giuseppe Palanti

Giuseppe Palanti

Di on mar 8, 2018 in Artisti | 0 commenti

GIUSEPPE PALANTI
(1881 – 1946)

 

Nacque a Milano nel 1881. Dopo aver frequentato le scuole tecniche iniziò a lavorare come disegnatore tessile per una ditta di Milano, approcciandosi all’arte da un punto di vista professionale prima che artistico. Nel frattempo P. frequentava le scuole serali presso la Scuola Superiore di Arti Applicate all’Industria e presso la Scuola degli Artefici di Brera. Lo sviluppo delle sue ambizioni artistiche lo portò a iscriversi nel 1898 ai corsi di pittura dell’Accademia di Brera; qui ebbe tra i suoi professori Cesare Tallone, che sicuramente ebbe un ruolo rilevante nell’introdurre e affascinare il giovane P. con le tecniche della Scapigliatura.

  1. vide i primi riconoscimenti professionali a partire dal 1899. Nel 1900 vinse il concorso Zogheb come miglior allievo della Scuola di Arte Applicate e come premio ebbe l’opportunità di visitare l’Esposizione Internazionale di Parigi (1900). Qui rimase particolarmente affascinato dalle grafiche di Alphonse Mucha, del quale iniziò a omaggiare lo stile nelle successive creazioni. Sebbene affascinato dalle contemporanee ricerche grafiche, P. non ne abbraccio mai completamente lo stile: pur assimilandone alcuni tratti rimase sempre fedele nel corso della sua carriera a un naturalismo di stampo ottocentesco. In Italia, dove le fantasie Art Nouveau vennero recepite con ritardo e una certa titubanza, l’ambivalenza dello stile di P. conobbe grande fortuna, sancendone il grande successo come cartellonista agli inizi del Novecento. Numerose le realizzazioni per l’Unione Cooperativa – dove diede sfoggio di un gusto quasi viennese – e soprattutto per il Teatro alla Scala. Tra il 1902 e il 1916 P. realizzò un gran numero di cartelloni per il teatro milanese tra cui quello della prima della Madama Butterfly di Giacomo Puccini (1904); per numerosi spettacoli collaborò anche alla realizzazione di costumi e dettagli di scena.
  2. si dedicò anche alla realizzazione di mobili, che presentò sia in occasione dell’Esposizione di Torino (1902) sia di Milano (1906). Ebbe incarichi di insegnamento a Brera e alla Scuola Superiore di Arti Applicate all’Industria (1907). Contribuì inoltre alla decorazione dei padiglioni italiani alle Esposizioni Internazionali di Bruxelles e Buenos Aires (1910).

Tra il 1910 e il 1912 P. fu impegnato al piano urbanistico di Milano Marittima: basandosi sulle teorie della città giardino sviluppate in Inghilterra, P. immaginò una cittadina immersa nel verde, composta perlopiù da case unifamiliari in stile Liberty in grado di offrire all’individuo lo spazio e il verde ormai andati persi nelle città a causa dell’industrializzazione. P. continuò a promuovere attivamente il progetto per Milano Marittima anche negli anni Venti attraverso la realizzazione di cartelloni pubblicitari. Non partecipò in prima persona alla prima guerra mondiale ma nel periodo del conflitto si trovò a realizzare cartelloni e opuscoli propagandistici.

Nel dopoguerra lavorò prevalentemente come pittore, affermandosi come ritrattista presso l’alta borghesia lombarda; il suo stile era ancora fortemente radicato nella tradizione ottocentesca e lo stesso P. espresse un netto distacco dalle ricerche delle avanguardie contemporanee iscrivendosi al circolo Chiaro di Luna, apertamente opposto a tali tendenze. Il suo stile ancora classico e tradizionale si sposò con le posizioni conservatrici tipiche dell’epoca e fu alla base del grande apprezzamento pubblico in questa fase. Tra i soggetti dei suoi ritratti si ricordano anche personaggi famosi come Pio XI, Vittorio Emanuele III, la Regina Elena e Benito Mussolini.

Testo di Federica Mentasti © A. Speziali, Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del Liberty, Cartacanta, Forlì 2017.

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