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Giuseppe Garuti

Giuseppe Garuti

GIUSEPPE GARUTI
(1868 – 1954)

GARUTI, Giuseppe (detto Pipein Gamba). – Nacque a Modena il 10 nov. 1868 da Giovanni e da Erminia Montorsi. Abbandonati gli studi di ragioneria, si dedicò da autodidatta al disegno e collaborò, appena quindicenne, ad alcuni fogli satirici locali, quali LaLanterna, Il Potta, Il Marchese Colombi e, soprattutto, il Tampel.

Nel 1888 si trasferì a Genova dove si stabilì definitivamente. Fin dal 1889 iniziò a collaborare con la tipografia Armanino, presso lo Stabilimento grafico C. Poggi Bruno, e con gli editori Fratelli Tasca. Passò quindi a lavorare come disegnatore per una ventina di periodici genovesi. Conosciuto inizialmente col nome di Pipinus da Modona, cambiò successivamente il suo pseudonimo con quello di Pipein Gamba che accompagnò con un logo composto da una gamba e una pipa incrociate.

Al 1889 risalgono, tra gli altri, i disegni per il settimanale umoristico Gradasso e la testata del bisettimanale Il Martello (Giornale degli operai). L’anno seguente propose illustrazioni sul quindicinale La Famiglia e, soprattutto, iniziò a lavorare per IlSuccesso realizzando immagini di vita genovese. Dal 1891, e per molti anni a seguire, fu il disegnatore di punta dell’Epoca, primo e celebre giornale illustrato genovese, del quale curò il grande disegno della prima pagina. Nel 1892 passò a proporre illustrazioni per la testatina della Rivista. Organo ufficiale del Comitato dell’Esposizione italo-americana e a fornire disegni per Il Marchese Colombi, firmando anche la nuova testata.

Sempre al 1892 risale il suo esordio di abile e originale costumista di teatro: in occasione delle Feste colombiane ideò le scene e i costumi per la prima rappresentazione dell’opera lirica Cristoforo Colombo di L. Illica e A. Franchetti messa in scena in quell’anno al teatro Carlo Felice di Genova. Legata al mondo dello spettacolo è la sua collaborazione al Falstaff, settimanale illustrato diretto dall’amico Pietro Guastavino, per il quale, a partire dal 1894, il G. raffigurò le scene più importanti delle nuove commedie, fra le quali L’albergo del libero scambio di G. Feydeau e M. Desvallières, rappresentata dalla compagnia Talli-Sichel-Tovagliari al politeama Margherita nel giugno del 1895. Lo stesso anno realizzò il calendario della rivista Il Successo, in collaborazione con Pompeo Campagna.

Fra il 1896 e il 1897 collaborò ad alcuni giornali locali come il Genova, per il quale realizzò illustrazioni di copertina raffiguranti per lo più avvenimenti politici o fatti criminali, e Il Secolo XIX, per il quale compose due raffinatissimi cartelli réclame conservati presso la raccolta Salce. Sempre nel 1895 l’editore Donath di Genova pubblicò I misteri della jungla nera di E. Salgari, con illustrazioni del Garuti.

Il G. fu uno dei più congeniali illustratori dell’epica malese, dei corsari neri e dei misteri della giungla: non solo perché divenne amico e collaboratore di Salgari – che si era trasferito a Genova proprio in quegli anni per essere più vicino all’editore Donath – ma anche perché con lui condivideva gusto e fantasia, nonché l’idea stessa delle figure, dei tipi e dei luoghi più adatti a incarnare quella realtà. È quindi evidente come la spiccata sensibilità favolistico-disegnativa del G., unita a un’attenzione scrupolosa nel ricreare scenografie dense di particolari veritieri, pur attraverso una grafica tendente a deformare il dato reale, vada di pari passo con lo stile narrativo con cui Salgari rese il proprio mondo ignoto, meraviglioso e allusivo.

Il G. illustrò una dozzina di romanzi di Salgari – pubblicati da Donath ma anche da altri editori – fra i quali I pirati della Malesia, I Robinson italiani, La rosa del Dong-Giang (editi nel 1896), Le stragi delle Filippine (1898), La capitana dello Yucatan (1899), Le tigri di Mompracem (1900), La regina dei Caraibi e Il fiore delle perle (entrambi del 1901). I risultati migliori del connubio con Salgari si ebbero con Il corsaro nero (1898).

Nel Corsaro nero il G. riuscì a condensare i tratti più significativi del suo disegnare. L’esotismo dei luoghi, la teatralizzazione delle gesta e dei sentimenti, l’eroicità dei protagonisti, l’abbondante ricchezza e la minuziosità necessarie a rendere i costumi e gli accessori dei personaggi, si adattavano, infatti, alla sua innata capacità “operistica” e scenografica ma anche lo portavano a evidenziare certi aspetti grotteschi e caricaturali, sottilmente divertiti e fin de siècle.

Sempre nel 1898 il G. creò la testata della Liguria sportiva, rivista mensile della società ginnastica A. Doria, e disegnò la copertina della Scienza in famiglia. L’anno seguente realizzò la copertina per l’Album – Ricordo dell’Esposizione artistica di réclames in Genova, inventò lo splendido manifesto della Mostra floro-orticola, e alcuni suoi disegni apparvero anche nell’Album strenna del Patronato scolastico A. Podestà. Oltre al lavoro per i romanzi di Salgari, il G. illustrò numerosi altri libri, fra cui ricordiamo La città marinara di U. Villa del 1900-01 e l’Eneide in versi dialettali genovesi pubblicata nel 1902 a Genova.

Ampia fu anche la sua produzione di cartelloni pubblicitari, manifesti e locandine, per lo più teatrali, dove, illustrando i momenti più significativi di una commedia o di un dramma, il G. dette ulteriore prova del suo scrupolo nel disegnare costumi storici e ambienti del passato.

Nella Raccolta Salce si conservano il manifesto per la Lotteria Napoli-Verona (1900), realizzato in uno stile tipicamente liberty in cui l’allegoria della Fortuna risente dell’esempio delle donne di A. Mucha; le locandine (1903) della Celebre Compagnia Lillipuziana diretta dal maestro E. Guerra, di Silvia Gordini Marchetti e del Giro del mondo in 80 giorni, 4 atti e 14 quadri. Grandiosa feérie; il manifesto (1904) dei Magazzini frigoriferi Genovesi-Darsena; la locandina Compagnia italiana d’opere comiche e feéries Magnani, che, per l’impostazione grafica caratterizzata da gruppi di immagini isolate e autonome, su sfondo scuro, ricorda il lavoro di L. Cappiello; inoltre i manifesti per gli spettacoli Suona la ritirata (1910), Nœuds d’amour (rappresentato al politeama Margherita nel 1911), Boules de neige (1913).

La sua fama e, soprattutto, il suo ruolo di ispettore scenico artistico per il teatro Carlo Felice di Genova, gli valsero una prestigiosa collaborazione con la Scala di Milano e anche con il S. Carlo di Napoli. Presso il Museo teatrale alla Scala si conservano diversi figurini relativi al Sigfrido di R. Wagner (stagione 1910-11), all’Arianna e Barbablù di P. Dukas (1911), al Feuersnot di R. Strauss (1912), al Matrimonio segreto di D. Cimarosa (1912) e alle Vispe comari di Windsor di O. Nicolai (1912). Da ricordare, inoltre, sono i figurini teatrali disegnati nel 1909 per la rivista satirica Colombeide.

Nel 1914 il G. partecipò alla Grande Mostra italiana di caricatura e di umorismo, in seguito denominata Prima Esposizione di caricatura e di umorismo che, organizzata dal periodico di satira Numero, venne inaugurata il 16 maggio a Torino (parco del Valentino), poi trasferita in giugno alla galleria del Kursaal Diana di Milano, quindi allestita, dal 5 al 31 luglio, al politeama Margherita di Genova.

Negli anni successivi il G. si occupò soprattutto di ampliare e riordinare la sua voluminosa e variegata collezione di illustrazioni, foto, cartoline, manifesti, libri, riviste e altro materiale grafico, cui si aggiunsero anche gli studi e i bozzetti relativi al suo lavoro. La donazione di questo materiale al Comune di Genova venne formalizzata nel 1933 ma eseguita solo nel 1939; nel 1955 la collezione venne accantonata nei depositi del Museo navale di Pegli e nel 1990 è stata destinata alla Galleria d’arte moderna di Genova, dove si trova in attesa di un riordino.

Il G. morì a Genova l’11 luglio 1954.

Fonti e Bibl.: L. Rasi, La caricatura e i comici italiani, Firenze 1907, pp. 191 s., tav. XI; A. Pescio, Pipein, in La Liguria illustrata (Genova), I (1913); F. Gianeri, Storia della caricatura europea, Firenze 1967, p. 98; Pipein Gamba, in Il Secolo XIX, 18 genn. 1968; A. Faeti, Guardare le figure. Gli illustratori italiani dei libri per l’infanzia, Torino 1972, pp. 140-156; Musei e gallerie di Milano, Museo teatrale alla Scala, III, Milano 1975, pp. 684 s.; G. Turcato, Le immagini degli eroi. Salgari e i comici italiani, in G. Arpino – R. Antonetto, Vita, tempeste, sciagure di Salgari, il padre degli eroi, Milano 1982, pp. 165-170; A. Faeti, Itesori e le isole. Infanzia, immaginario, libri e altri media, Firenze 1986, pp. 125 s.; Manifesti d’epoca. Mostra mercato (catal.), a cura di L. Quatrini, Viterbo 1986, pp. n.n.; P. Pallottino, Storia dell’illustrazione italiana, Bologna 1988, ad indicem; Il sipario di carta. Manifesti teatrali dalla Raccolta Salce 1849-1951 (catal., Treviso), Venezia 1994, pp. 10, 122; R. Beccaria, Iperiodici genovesi dal 1487 al 1899, Genova 1994, ad indicem; Catalogo Bolaffi del manifesto italiano. Dizionario degli illustratori, Torino 1995, p. 102; E. Papone, Tra le carte di un umorista, in La Riviera ligure. Quaderni della Fondazione Mario Novaro, VI (1995), pp. 30-43; Diz. encicl. Bolaffi…, V, p. 285.

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