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Giulio Bargellini

Giulio Bargellini

GIULIO BARGELLINI
(1875 – 1936)

 

Nacque a Firenze nel 1875 da una famiglia di umili origini. Frequentò l’Istituto di Belle Arti di Firenze, la cui formazione insisteva molto sugli antichi maestri fiorentini; sotto la supervisione di A. Passaglia venne introdotto anche all’intaglio del legno.

Nel 1895 partecipò al concorso per il Pensionato Artistico Nazionale di pittura col dipinto Il Ritorno dei Naufraghi; il premio gli valse un assegno annuo per soggiornare a Roma e seguire le lezioni all’Accademia di Belle Arti. Si stabilì così a Roma, dove la sua formazione venne arricchita dall’incontro con altri artisti come D. Morelli, F. P. Michetti e M. Piacentini. B. si cimentò anche con la pittura murale e si aprì alle suggestioni veriste, preraffaelite e simboliste suggerite dai colleghi. Da questo momento in avanti la ricerca stilistica di B. fu marcata da una sintesi tra la tradizione artistica italiana e le suggestioni dell’arte contemporanea e in particolar modo di Gustav Klimt. Lavorò a molte opere a tema storico e religioso come Resurrezione e Savonarola, oggi conservate alla Galleria d’Arte Moderna di Roma. Raggiunse la fama nel 1913, vincendo il concorso per le lunette per il propileo del Vittoriano: in collaborazione con A. Rizzi realizzò quattro mosaici in grande formato rappresentanti la Legge, il Valore, la Pace, l’Unione; il carattere celebrativo delle rappresentazioni si adattava molto bene alla solennità del monumento. B. contribuì anche alla decorazione della cripta con i disegni preparatori per un mosaico raffigurante Cristo morente (1934). Rimase molto attivo anche nella decorazione di palazzi ed edifici pubblici: a Roma i suoi incarichi principali inclusero il palazzo della Banca d’Italia (1921-1924), l’Istituto Nazionale di Assicurazioni (1925-27), il Palazzo di Giustizia (1925-29), la Chiesa di Santa Prassede (1925-35) e gli affreschi al Ministero degli Interni. Inoltre collaborò con Galileo Chini alla realizzazione degli interni delle Terme Tamerici di Montecatini Terme del padiglione italiano per l’Esposizione Internazionale di Parigi del 1925. Morì a Roma nel 1936, lasciando incompiuti i cartoni per la decorazione della Cattedrale di Messina.

 

Testo di Federica Mentasti © A. Speziali, Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del Liberty, Cartacanta, Forlì 2017.

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