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Giovanni Mataloni

Giovanni Mataloni

GIOVANNI MATALONI
(1869 – 1944)

Il suo esordio, come tipografo e poi come cartellonista, avvenne nel 1891 presso le Of­ficine Grafiche Ricordi, dove affiancò Adolfo Hohenstein, Leopoldo Metlicovitz, Aleardo Terzi e Aleardo Villa, ma il primo successo fu segnato dal manifesto per la “Società Anoni­ma per l’Incandescenza a Gas Brevetto Auer” del 1895 (cat. 123), che presenta, all’interno di un fregio decorativo floreale, una figura fem­minile a seno nudo coronata di stelle e sfa­villante di luci. L’invenzione gli valse l’ammira­zione di Vittorio Pica, uno dei critici più attenti al tema dell’illustrazione dei manifesti, e l’inse­rimento nella raccolta Les maitres de l’affiche pubblicata a Parigi tra il 1895 ed il 1900. Nel 1896 aderì all’associazione In Arte Liber­tas, alla quale venne ammesso come pittore, specializzato nella ritrattistica. La sua attività principale restò tuttavia quella grafica: presso la Ricordi, per la quale produsse oltre ai mani­festi, copertine di spartiti di canzoni, romanze e libretti d’opera, cartoline postali (Mosè di Perosi, 1897; Iris di Mascagni, 1898; Fedora di Giordano, 1898); presso l’Officina di arti grafi­che di Edmondo Chappuis a Bologna, e con riviste e periodici italiani, quali l’“Illustrazione Italiana” o “Novissima”. Celebri i manifesti per Il Mattino (1896), nel quale una sensuale figura femminile è racchiusa in una rigida cor­nice tra floreale e secessione; o per le Pillole ricostituenti Grocco (1898), dominato ancora da una figura muliebre circonda, avvolta e sospesa dalle spire di un serpente, fra tralci di rose e petali, in un’atmosfera decadente. Nel 1897 realizzò un fregio con figure fem­minili danzanti per la decorazione della sala da pranzo del “Gran Caffè Faraglia” a Roma (oggi distrutto), il cui arredo portava la firma di Ernesto Basile, e successivamente fu inca­ricato dell’allestimento e della decorazione del salone delle commissioni dell’Industria e del Commercio del Palazzo dell’Agricoltura.

BIBLIOGRAFIA: A. Weill, I maestri del manifesto liberty, Paris 2001; M. Picone Petrusa, Le Offici­ne grafiche Ricordi e le origini del cartellonismo italiano, in Un secolo di manifesti, Milano 2002; Pedrazzini, Expo milanese del 1906: parole ed immagini della grande utopia, in “Civiltà della scrittura”, V, 2007. testo tratto in: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

Giulio Sommariva

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