Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!
Menu Navigazione
Giovanni Boldini

Giovanni Boldini

GIOVANNI BOLDINI
(1842 – 1931)

Si formò alle lezioni del padre, suo modello di perizia tecnica, e frequentò assiduamen­te la nonna paterna, dalla quale apprese l’a­more per il bel mondo e l’eleganza, manife­stando sempre una spiccata inclinazione al ritratto. Nel soggiorno fiorentino, iniziato nel 1862, più che con i professori dell’Accademia, strinse rapporti con numerosi artisti – in par­ticolare macchiaioli, restando però sempre autonomo –, e con aristocratici e altobor­ghesi stranieri che gli chiedevano di essere ritratti. Da uno di questi, sir Walter Falconer, per il quale affrescò una saletta della villa pi­stoiese La Falconiera, fu invitato all’Esposi­zione Universale del 1867 a Parigi, potendo così visitare la capitale francese. In seguito, sempre grazie alla protezione di un ricco mecenate, William Cornwallis-West, poté soggiornare a Londra nel 1870, lavorando alacremente per l’aristocrazia e studiando la ritrattistica inglese. L’anno dopo era già a Parigi, eletta a propria patria adottiva; e qui, grazie a un contratto con il più importante mercante parigino, Adolphe Goupil, iniziò una brillante carriera, rappresentando scene eleganti di vita della capitale o d’ambienta­zione settecentesca – in questo influenzato da Mariano Fortuny – oltre a innumerevoli ritratti di personaggi dell’alta società. Il sog­giorno nel 1876 in Olanda, dove poté studia­re l’opera di Frans Hals, lo rese più audace e meno descrittivo, avviandolo in breve a una nuova maniera – personalissima – impetuo­sa e virtuosistica, dalle pennellate veloci e sintetiche. Lo mostrano bene le due opere in mostra, entrambe conservate presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara: La passeggiata al Bois de Bou­logne (1909 circa, cat. 245), nella quale una distinta coppia in eleganti abiti neri, che nella donna sembrano mutarsi in piume d’uccello, è immortalata mentre cammina nel più cele­bre tra i parchi alla moda della capitale fran­cese, appena accennato da rami, fogliame e poche macchie, e La signora in rosa (1916, cat. 257), che si contrappone al precedente per la posa, il cangiante delle vesti e dei fio­ri e la diversa psicologia dell’effigiata, Olivia de Santiago-Concha y Valdés (come è stato possibile in questa occasionea precisare), dal sorriso ironico e seducente. Valgono senz’al­tro, anche per queste opere, i giudizi famosi di Diego Martelli: “Boldini è un tale ammasso di lasciato e di fatto, di falso e di vero, che bisogna prenderlo com’è, e non si vuotare il capo a farci sopra delle teorie; né si può dire che, quando siete davanti a un suo lavoro, possiate non guardarlo, egli vi affascina, vi corbella, vi mette il capo sottosopra”; e di Jacques-Émile Blanche: “Giovanni Boldini incarna il genio vibrante e facile, la maestria posta sempre meglio al servizio del piacere dei sensi, l’artista della decadenza estrema dotato di parecchi fra gli espedienti che ven­nero ignorati dai maestri italiani delle grandi epoche”.

BIBLIOGRAFIA: P. Dini, F. Dini, Giovanni Boldi­ni 1842-1931. Catalogo ragionato, 4 voll., Torino 2002; Boldini, a cura di F. Dini, F. Mazzocca, C. Sisi, catalogo della mostra (Padova, Palazzo Za­barella), Marsilio, Venezia 2005; Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara, a cura di M.L. Pacelli, B. Guidi, C. Vorrasi, catalogo della mostra (Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 2012­2013), Ferrara Arte, Ferrara 2012. Testo tratto da: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

Alessandro Malinverni

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>