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Gea della Garisenda, Regina dell’Operetta in una mostra

Gea della Garisenda, Regina dell’Operetta in una mostra

Se ci troviamo a Villa Verucchio in provincia di Rimini non si può lasciare la città senza aver visitato la Tenuta Amalia. La dimora si lega alla figura della famosa cantante Gea della Garisenda, conosciuta anche come Alessandra Drudi, e nota per la canzone ‘’A Tripoli! – Tripoli Bel Suol d’Amore’’, titolo protagonista di una esposizione che curai nel 2011 a Riccione ricordando i 100 anni dalla guerra coloniale di Libia.

Alessandra nacque a Cotignola il 24 settembre 1878 dai coniugi Maria Baldassari e Ercole Ercolani.

In questo primo articolo inerente alla mostra che ho in progetto di allestire a Rimini e intitolata ‘’Gea Della Garisenda: Regina dell’Operetta’’, desidero trattare in primo piano la relazione tra l’artista Marcello Dudovich e la sala che affrescò presso la Tenuta Amalia, non visitabile al pubblico.

Sono molti gli artisti e i personaggi che si ritrovano nella biografia di Gea della Garisenda, specie gli scultori che ebbero l’opportunità di immortalarla in capolavori di marmo come gli artisti Cèsar Santiano (Buenos Aires 5 maggio 1886 – Torino 10 ottobre 1919), E. Cattaneo,autore di un mezzo busto del 1912, o A. De Conciliis che le dedicò un brozetto. Persino una moneta nel 1986 raffigura allegoricamente Gea della Garisenda durante l’interpretazione di ‘’Tripoli’’ (gli stampati furono eseguiti dallo stabilimento Stefano Johnson di Milano,  i disegni da Crispino Tabanelli e l’incisore fu Teruggi ,come riporta l’autrice Roberta Paganelli in un libro su Gea del 1999).

La tenuta Amalia a Villa Verucchio conserva anche dei portali in legni provenienti dalla villa riccionese in cui Gea abitò. La mostra si sviluppa in 4 sezioni tra cui anche quella sul tema delle ville di Gea. Un’esposizione che porterà in luce per la prima volta la figura di Gea della Garisenda in diverse sfaccettature. Di fatto ci sono fotografie e documenti che legano l’aspetto artistico della cantante con il periodo della Belle Epoque attraverso foto in costume con abiti Liberty, spartiti con decorazioni floreali e dipinti di grande qualità artistica, firmati da artisti dell’èlite borghese che giravano nei salotti culturali dell’epoca.

Ritornando alle opere del triestino Marcello Dudovich (1878-1962), ci sono diversi collegamenti con Gea e la sua parentela. Innanzitutto la rara cartolina (Poilicromia su cartoncino) che illustrò nel 1911 per la ZENIT.  La cartolina di difficile reperibilità avente per soggetto il celeberrimo cappello a bombetta vinse il concorso Torinese dei grafici Pubblicitari, pur essendo un’opera presentata fuori concorso: uno dei primi e rari esempi di messaggio pubblicitario che aveva per soggetto una natura morta; l’immagine fu poi spesso censurata per i suoi chiari e allusivi riferimenti libertini.

Gli affreschi nella sala della Tenuta rappresentano anche alcune città limitrofe come San Marino. Saranno esposti anche gli inediti bozzetti preparatori degli affreschi, fortunatamente in buono stato di conservazione, assieme a altri disegni di Dudovich che ritraggono scene di paesaggio campestre tipico della tenuta Amalia.

Nelle quattro pareti sono raffigurati soggetti come la scimmia che Gea portava con sè, una scena  di caccia e altre iconografie.

 

Andrea Speziali
www.romagnaliberty.it

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