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Gaetano Cellini

Gaetano Cellini

GAETANO CELLINI
(1875 – 1957)

Dopo un’infanzia difficile, fu avviato alla pratica scultorea presso la bottega di un ar­tigiano locale, Stefano Furati, e successiva­mente presso lo studio dello scultore Attilio Maltoni, nel quale venivano prodotte opere destinate al cimitero della città e al mercato coperto, i cui modelli sono conservati nella gypsoteca dell’Accademia di Belle Arti ra­vennate. Iscrittosi all’Accademia, Cellini fu allievo di Alessandro Massarenti, un artista locale fecondo autore di sculture di genere, caratterizzate da un accentuato virtuosi­smo nella lavorazione del marmo e da una costante ricerca di coraggiosi effetti pitto­rici e prospettici. Dopo il diploma si trasferì a Torino dove lavorò nello studio di Pietro Canonica dal quale attinse la predilezione per forme rigorose e superfici levigate che lo condussero verso un verismo raggelato in formule di maniera o in stilismi decorati­vi non lontani dal linguaggio di Bistolfi. Nel 1908 alla seconda Esposizione quadrienna­le di Torino presentò Vinta (cat. 209), ele­gante e sensuale nudo femminile che rivela la riflessione di Cellini sulla lezione della Da­naide rodiniana, anche nel trattamento del­le superfici nelle quali la levigata politezza delle membra contrasta con la finitura sca­bra della base. Ottenuta la cattedra di dise­gno presso l’Accademia Albertina di Torino, vinse il concorso per un Monumento a San Giovanni Bosco da erigersi a Torino, avviato dai Salesiani durante il congresso del 1911, ma realizzato solo nel 1920 a causa dello scoppio della guerra: un gruppo scultoreo caratterizzato da un accentuato realismo analitico, certamente legato alle richieste della committenza. Nominato Accademico di San Luca nel 1925 e membro della Pontificia Insigne Accade­mia di Belle Arti e Letteratura dei Virtuosi al Pantheon nel 1930, partecipò alle principali mostre d’arte in Italia e all’estero – da Tori­no, a Venezia, a Roma, Monaco di Baviera, Buenos Aires – con opere legate soprattutto ai temi del nudo e della ritrattistica di gusto naturalistico e accademico.

BIBLIOGRAFIA: Raccolte Frugone. Catalogo ge­nerale delle opere, a cura di M. F. Giubilei, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2004, pp. 142-143; Garibaldi. Il mito. Da Rodin a D’Annunzio: un mo­numento ai Mille per Quarto, a cura di M. F. Giu­bilei, C. Olcese Spingardi, catalogo della mostra (Genova-Nervi, Galleria d’Arte Moderna, 2007­2008), Giunti, Firenze 2007, pp. 150-151; D. Ange­leri, Importante altorilievo marmoreo di Gaetano Cellini in un’edicola funeraria del cimitero di Tor­tona, in “Julia Dertona”, 2008, pp. 5-10. Testo tratto da: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

Giulio Sommariva

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