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Felice Casorati

Felice Casorati

FELICE CASORATI
(1883 – 1963)

Negli anni che intercorrono tra il 1912 e il 1915 il percorso compiuto da Felice Casorati regi­stra significative mutazioni, che rappresenta­no delle fratture e delle ricomposizioni nella relazione spirituale intrattenuta con la koinè mitteleuropea dei Simbolismi e delle Seces­sioni, per lui un alveo di crescita e di speri­mentazione, dalle opere napoletane intrise di riferimenti alla pittura di Zuloaga, al Preraffa­ellismo, sintesi di Simbolismo e Realismo mi­nuto, dell’atmosfera sospesa di Le signorine o di Bambina del 1912, al sogno cromatico e luminoso delle opere connotate da un sen­suale decorativismo klimtiano, per preziosità lineari e per un colorismo acceso in funzione visiva smaterializzante: momento ben rap­presentato dal dipinto Notturno del 1912-1913 (cat. 281). Il superamento di quelli che Lio­nello Venturi definirà “oziosi vagabondaggi in cerca di un estetismo senza consistenza” nel catalogo della Biennale del 1923 – ove l’artista tornava a esporre dopo una assenza decennale presentando l’ulteriore svolta del proprio percorso artistico, informato a una nuova sintesi, a nuovi equilibri tra forma e colore, a una realtà poetica e formale oramai consegnata al ‘Novecento’ – aveva pur tratto origine dalla introspezione acuitasi sin dopo il 1913 attraverso il confronto con il gruppo dei capesarini, e in particolare con Arturo Martini, in un personale scavo linguistico dal segno intimamente e liricamente espressio­nista, di cui la visione del Ritratto di Anna Maria de Lisi del 1918, in mostra (cat. 299), è paradigma. Laureatosi in legge nel 1906 a Padova, Ca­sorati studia contemporaneamente musica e scopre la propria dedizione per la pittura in­traprendendo un percorso individuale e an­tiaccademico. Nel 1907 il Ritratto della sorella Elvira viene accettato alla Biennale di Vene­zia; espone continuativamente alla kermesse veneziana sino al 1913, quando aderisce tra­mite Nino Barbantini al gruppo di dissidenti delle mostre di Ca’ Pesaro. In coincidenza dell’incontro con Martini, Casorati maturerà la fase delle “visioni”, delle “notti stellate, gli esseri invisibili, gli spiriti puri, le allucinazio­ni” di cui è esempio Il sogno del melograno, esposto alla Secessione romana del 1913, o anche La Preghiera del 1914. Ma l’incontro con l’artista trevigiano significherà anche l’abbandono di una dimensione espressiva ancora legata al naturalismo e l’assimilazione di alcune risorse per inoltrarsi in tale scabro territorio, che, come scrive Giubbini, consi­sterono nelle “sollecitazioni per l’archeologia, e in particolare di quella di area mediterra­nea e mediorientale; il ricorso alla tradizione popolare, soprattutto nordica e slava, sull’e­sempio della cultura artistica viennese dopo il 1905; l’attenzione al mondo dell’espressio­ne infantile; infine, come logica conseguenza di queste scelte, la preferenza per i mezzi non esclusivamente pittorici, e in particolare modo per la scultura” (G. Giubbini, in Felice Casorati prima di Torino, 1984, s.p.). Nel 1915 alla mostra della terza Secessione romana Casorati esponeva in una sala personale do­dici opere e due terracotte verniciate, Ada e Maschera rossa. Proprio Ada è la scultura feticcio che affianca la desolata presenza di Anna De Lisi nel dipinto omonimo. Sempre nel 1915 comparirà con le tavole fuori testo Visione, Il sonno, La luce nel numero speciale de “L’Eroica” dedicato alla xilografia italiana (nn. 34-35-36, gennaio-febbraio-marzo 1915, Fascicolo dedicato agli xilografi italiani), fi­gurando, accanto a Viani, Martini, Giuseppe Biasi, Gian Carlo Sensani ed Emilio Mantelli, tra quegli artisti individuati da Ettore Cozza­ni per rinnovare l’orientamento estetico de “L’Eroica”, dopo il mancato sostegno presta­to ad Adolfo De Carolis e ai suoi allievi. (cfr. Virelli 2012).

Felice Casorati_Notturno_italialiberty

BIBLIOGRAFIA: Felice Casorati 1883-1963, a cura di M.M. Lamberti, P. Fossati, catalogo della mostra (Torino, Accademia Albertina di Belle Arti), Fab­bri, Milano 1985; Felice Casorati prima di Torino, a cura di G. Giubbini, F. Riccio, con un saggio di A. Dragone, catalogo della mostra (Genova, Palazzo Bianco), Comune di Genova Assessorato alla Cul­tura, Genova 1984; G. Bertolino, F. Poli, Felice Caso­rati. Catalogo generale, Umberto Allemandi, Torino 2004; G. Virelli, “L’Eroica” e la xilografia italiana dal tardo Liberty all’Espressionismo (1911-1917), tesi di dottorato, ciclo XXIV, Alma Mater Studiorum – Uni­versità di Bologna, 2012; Prima e dopo la Secessio­ne romana. Pittura in Italia 1900-1935, a cura di N. Colombo, A. Masoero, S. Ragionieri, catalogo della mostra (Viareggio, Fondazione Centro Matteucci), Fondazione Centro Matteucci, Viareggio 2013. testo tratto in: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

Monica Vinardi

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