Italia Liberty http://www.italialiberty.it a cura di Andrea Speziali Sun, 26 Jun 2016 13:12:18 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.2.9 Censire la bellezza. Liberty segreto a Induno Olona http://www.italialiberty.it/censirelabellezzalibertysegreto/ http://www.italialiberty.it/censirelabellezzalibertysegreto/#comments Fri, 10 Jun 2016 16:05:30 +0000 http://www.italialiberty.it/?p=11146 Dall’11 al 22 giugno in Sala Bergamaschi una most […]

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Dall’11 al 22 giugno in Sala Bergamaschi una mostra fotografica sull’architettura floreale del paese. L’inaugurazione sabato 11 alle 17,30

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di Mariangela Gerletti (VareseNews)

INDUNO OLONA – C’è il liberty famoso della Birreria Poretti, ma anche quello più nascosto e sconosciuto delle tante ville signorili che costellano il paese, spesso celate agli sguardi dal verde di bellissimi parchi storici. Induno Olona è un vero e proprio giacimento culturale dell’epoca Liberty e dall’11 al 22 giugno sarà possibile scoprirlo grazie alla mostra “Censire la bellezza. Liberty segreto a Induno Olona“.

Indunoliberty webUna cinquantina di fotografie, opera di Davide Niglia, consentiranno al visitatore di compiere un ideale percorso sulle tracce di quanto rimane in paese di quel periodo di forte fioritura architettonica, partendo dalle evidenze più celebrate come la birreria Poretti per arrivare a scorci inediti e segreti di villini e residenze normalmente inaccessibili al pubblico.

Il progetto “Censire la bellezza” è un’ambiziosa opera di ricognizione del liberty minore estesa a tutta la provincia, ideato dalle professoresse Angela Baila e Anna Anzani del politecnico di Milano con la consulenza del professor Eugenio Guglielmi e la collaborazione degli architetti Claudia Caramel e Margherita Guarisco.

L’indagine sul Liberty di Induno Olona è partita nel 2014 ed è stata supportata dall’assessorato alla cultura di Induno Olona, con lo scopo di raccogliere materiale per far luce su un periodo storico affascinante, in cui il paese visse una stagione di grande fermento anche culturale.

“E’ stata una ricerca particolareggiata e appassionante – spiega l’assessore Stefano Redaelli, che ha partecipato attivamente all’indagine – E dobbiamo ringraziare per la loro disponibilità i proprietari che con generosità ci hanno aperto le porte delle loro case. Il materia raccolto, tra fotografia e testimonianze orali e d’archivio, è abbondante e molto interessante e spero che possa costituire la base per realizzare un libro che racconti nel dettaglio quell’epoca d’oro vissuta dal nostro paese tra fine Ottocento e la Prima guerra mondiale”.

In mostra anche materiale originale dell’epoca, come quadri, cartoline, progetti e libri d’art, ma ci saranno anche accenni ad alcune importanti figure storiche dell’epoca, come i pittori decoratori Comolli, Cassani e Castelli, architetti e ingegneri all’opera in paese come Chini e Verganti e protagonisti emonenti della vita del tempo come l’ingegner Crugnola.

La mostra, allestita in Sala Bergamaschi (piazza Giovanni XXIII 4), sarà inaugurata sabato 11 giugno alle 17.30 alla presenza di tutto il gruppo di studiosi che ha collaborato, e sarà visitabile fino al 22 giugno con ingresso libero.

Questi gli orari: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.

La mostra è realizzata con il patrocinio della Provincia di Varese, della Comunita Montana del Piambello, del Parco del Campo dei fiori e dell’Ordine degli architetti di Varese.
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Art Nouveau World Day 2016 http://www.italialiberty.it/art-nouveau-world-day-2016/ http://www.italialiberty.it/art-nouveau-world-day-2016/#comments Sun, 29 May 2016 10:05:20 +0000 http://www.italialiberty.it/?p=11142 Cari amanti dell’Art Nouveau, Il 10 giugno 2016, […]

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Cari amanti dell’Art Nouveau,

Il 10 giugno 2016, si celebra la Giornata Mondiale dell’Art nouveau per il quarto anno consecutivo. Per questa occasione, l’istituzione Rèseau Art Nouveau Network farà un punto di onore alle decorazioni in stile Art Nouveau (Liberty, Jugendstil, ecc…) e tutti voi siete chiamati a partecipare a questo evento.
Invia la tua immagine migliore di un dettaglio Art Nouveau prima del 9 giugno 2016 a info@artnouveau-net.eu , insieme a una didascalia: nome del manufatto, l’artista, il luogo, la data e il copyright.
Tutte le immagini ricevute corrispondenti al tema saranno pubblicati il 10 giugno su Facebook e sottoposti al voto dei seguaci. Essi dovranno anche intuire dal quale artefatto è preso dettaglio.
saranno dati i seguenti tre premi:
– “Il premio comunità di Internet” per l’immagine più gradito il 10 giugno 18:00,
– “Il premio investigatore” per il miglior guesser delle origini dei dettagli,
– “Il Premio della Giuria » assegnato dalla segreteria RANN .

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*** PHOTO CONTEST ***
Dear Art Nouveau lovers,
On June 10th 2016, we celebrate Art Nouveau World Day for the fourth consecutive year. For this occasion, we will make a point of honour on Art Nouveau details, and you are all called to participate to this event.
Send us your best picture of an Art Nouveau detail before June 9th 2016 to info@artnouveau-net.eu, together with a caption: name of the artifact, artist, place, date and copyright.
All received pictures matching the theme will be published on June 10th on Facebook and submitted to the followers’ vote. They will also have to guess from which artifact the detail is taken.
Three awards will be given:
– “The Internet community prize” for the most liked picture on June 10th 6pm,
– “The investigator prize” for the best guesser of the details’ origins,
– “The Jury’s prize » awarded by the RANN secretariat.
Get your cameras ready and shoot !

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Conversazioni sul Liberty a Romano Canavese http://www.italialiberty.it/conversazionisulliberty/ http://www.italialiberty.it/conversazionisulliberty/#comments Wed, 11 May 2016 19:21:16 +0000 http://www.italialiberty.it/?p=11124 Nell’ambito della attività abbinate alla mostra Il Libe […]

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Nell’ambito della attività abbinate alla mostra Il Liberty a Tavola, il nuovo direttivo di FAN, guidato dal Presidente Livio Berruti e dal neodirettore artistico Elena Franco, propone “Conversazioni sul Liberty”, un ciclo di approfondimenti sui vari aspetti dell’arte decorativa del primo ‘900. Alcuni esperti, con competenze differenti, aiuteranno i partecipanti a comprendere la bellezza del Liberty e dell’Art Nouveau con conversazioni sul tema dell’oggettistica per la tavola, seguendo l’itinerario proposto presso le sale espositive della Fondazione Arte Nova di via Fiume, 15, a Romano Canavese (To), fino al 9 luglio. Si tratta di piacevoli momenti di dialogo con personaggi di rilevo nazionale che offrono l’opportunità di vedere la mostra con occhi diversi.

Ad aprire “Conversazioni sul Liberty”, il 14 maggio alle 15.30, sarà Andrea Speziali, con un pomeriggio dedicato all’ “Art Nouveau, stile di bellezza ed eleganza”.

Speziali, giovane e poliedrico studioso di Art Nouveau, considerato il massimo conoscitore dello stile, è stato ideatore di numerosi progetti dedicati alla riscoperta del primo ‘900 italiano. Classe 1988, residente a Riccione, lo studioso è uno tra i più giovani esperti nel campo dell’Art Nouveau con un dottorato all’Accademia di Belle Arti a Urbino. Capace di passare dalla pittura alla scultura fino alla scrittura con originalità e creatività, si è cimentato in varie esperienze artistiche: nel 2011 ha ideato il progetto “Romagna Liberty”, del quale ha curato la mostra e il catalogo; ha partecipato alla Affordable Art Fair di Amsterdam, alla collettiva della galleria Wikiarte di Bologna con Philippe Daverio, alla 14° Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Pechino nel complesso del World Trade Center e alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – Padiglione ‘‘Italia’’ – a cura di Vittorio Sgarbi. Per Maggioli editore ha pubblicato, nel 2010, “Una Stagione del Liberty a Riccione”, incentrata sulla figura e l’opera di Mario Mirko Vucetich, una tra le più poliedriche figure del ’900, sul quale ha curato una grande mostra monografica al Castello di Marostica (2012) e ‘‘Romagna Liberty’’ nel 2012. Speziali si è distinto con progetti legati al tema come ‘‘Italia Liberty’’, un portale web per censire le architetture Liberty nella penisola (raggiungibile all’indirizzo www.italialiberty.it) .

Tra le tante iniziative di Speziali, si aggiunge la scoperta della cabina di ascensore appartenuta in origine alla Casa Batllò di Gaudì e ritrovata a Palermo dopo tanti anni. La notizia ha raggiunto persino l’Asia e l’America suscitando nelle persone uno sconfinante stupore. In Francia e, soprattutto, nell’Emilia è conosciuto per aver scovato, in una villa abbandonata, preziosi affreschi Art Nouveau realizzati da due noti artisti francesi. Nemmeno gli eredi della villa conoscevano gli autori che hanno colorato le ampie stanze della dimora di Correggio.

All’evento del 14 maggio Speziali ci farà conoscere i vari aspetti dell’Art Nouveau nelle arti applicate, mettendo in confronto le opere presenti con il panorama culturale di fine ‘800 e primi ‘900 aiutando i comuni fruitori a distinguere una porcellana o metallo Liberty da un’impronta Jugendstil o, ad esempio, secessionista. Racconterà la storia di alcuni dei più famosi marchi di fabbrica nella produzione Art Nouveau come la WMF, Ginori (Serpentina) con le sue ceramiche di rara bellezza e così via…

2-IL  LIBERTY A TAVOLA-salotto Majorelle-tavolinoGauthier, foto Alice Godone 3-IL LIBERTY A TAVOLA-particolare caffettiera inglese e statuetta francese stile Art Nouveau, foto Alice Godone 4-IL  LIBERTY A TAVOLA-separä dipinto e poltroncina di Majorelle, foto Alice Godone 5-IL  LIBERTY A TAVOLA-tazzine da tä inglesi, foto Alice Godone 9 - Centrotavola Liberty italiano in cristallo e lega in peltro, foto Alice Godone 10-IL  LIBERTY A TAVOLA-separä dipinto e poltroncina di Majorelle, foto Alice Godone 222A0138 3 1

Per informazioni o prenotazioni e concordare visite di gruppo contattare la Fondazione Arte Nova al numero 0125 711298 o consultare il sito www.fondazioneartenova.org.
La mostra è un progetto istituzionale della Fondazione Arte Nova, realizzata per la diffusione della cultura del ‘900 storico.
L’allestimento fa parte del progetto ‘900 Carnet Canavese, sostenuto dalla Compagnia di San Paolo.

 

 

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ITALIAN LIBERTY e la collana dedicata alla Grande Bellezza del riccionese Andrea Speziali al Salone del Libro di Torino http://www.italialiberty.it/italian-liberty-e-la-collana-dedicata-alla-grande-bellezza-del-riccionese-andrea-speziali-al-salone-del-libro-di-torino/ http://www.italialiberty.it/italian-liberty-e-la-collana-dedicata-alla-grande-bellezza-del-riccionese-andrea-speziali-al-salone-del-libro-di-torino/#comments Wed, 11 May 2016 19:17:07 +0000 http://www.italialiberty.it/?p=11125 Sarà presentato al Salone Internazionale del Libro di T […]

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Sarà presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino il prossimo sabato, 14 maggio, il volume “Italian Liberty. Una nuova stagione dell’Art Nuveau”, a cura del giovane esperto d’architettura moderna Andrea Speziali per CartaCanta editore. La presentazione si terrà alle 19.30 all’interno dello Spazio Autori con l’intervento del curatore, Andrea Speziali, e alcuni finalisti del premio fotografico da cui la pubblicazione è stata tratta.

L’opera, un viaggio per le principali città italiane attraverso lo stile Liberty, completa la collana dedicata al tema della Grande Bellezza in ambito artistico e culturale insieme ai volumi “Il Novecento di Matteo Focaccia. Eclettico architetto tra Liberty e Razionalismo” e “Savona Liberty. Villa Zanelli e altre architetture”, quest’ultimo in collaborazione con il FAI di Savona, entrambi per Risguardi Edizioni.

La presentazione di Torino sarà l’occasione per un’ampia riflessione sui tre titoli, prendendo in analisi gli esempi più raffinati di questo stile come quelli di Villa Zanelli a Savona – oggi in uno stato di laconico abbandono – Palazzo della Vittoria a Torino, Casa Ferrario a Milano e il Teatro Ambra Jovinelli di Roma, per citarne solo alcuni, insieme ai contributi dei migliori esperti d’arte del settore.

“Speziali porta il Liberty italiano nel mondo”, ha commentato Vittorio Sgarbi al Salone dello scorso anno; l’impresa si ripete ancora, vanto stesso di quella Romagna da cui Speziali è partito con le sue ricerche.

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Sensazioni dell’anima http://www.italialiberty.it/sensazionidellanima/ http://www.italialiberty.it/sensazionidellanima/#comments Tue, 10 May 2016 12:34:50 +0000 http://www.italialiberty.it/?p=11115 Nell’ambito di DOC – Centro di Documentazione Art […]

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Nell’ambito di DOC – Centro di Documentazione Arti Moderne e Contemporanee in Romagna – sarà in mostra a Palazzo Sersanti dal 13 maggio al 12 giugno, una straordinaria scultura di Domenico Baccarini: “Sensazioni dell’anima”. Il capolavoro dell’artista faentino è stato appena acquisito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

A Imola, a tre mesi dalla sua presentazione alla stampa, il DOC-Centro di Documentazione Arti Moderne e Contemporanee in Romagna, espone, nell’ambito del progetto “IL DOC presenta l’opera”, la scultura “Sensazioni dell’anima” di Domenico Baccarini.

Considerata fra le opere scultoree più significative dell’autore, tanto per la sua esecuzione quanto per il tema lungamente coltivato dall’artista faentino Domenico Baccarini, esposta nella grande mostra sul Liberty di Forlì qualche anno fa, la magnifica composizione è di grande bellezza.

I riferimenti evidenti a Simbolismo, Verismo e Liberty collocano la statua, eseguita da Baccarini nel 1903, al principio dell’importante stagione artistica Romagnola di cui fece parte il “Cenacolo baccariniano”, stagione alla quale il DOC rivolge la sua attenzione. Pensato come Centro di documentazione utile allo studio, all’approfondimento e alla promozione delle arti romagnole di questi ultimi cento anni, il DOC ha fra i sui obiettivi anche quello di perseguire una politica di acquisizioni di opere inerenti all’argomento di interesse.

È il primo importante acquisto tramite il DOC, infatti, che va ad arricchire le Collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e dal 13 maggio al 12 giugno l’opera sarà messa in mostra negli spazi del Centro Polivalente Gianni Isola a Palazzo Sersanti, dove alla scultura è stata riservata una Sala e un allestimento particolarmente suggestivo studiato appositamente per risaltarne la bellezza.

Pittore in erba, scomparso a 36 anni, considerato uno degli artisti più rappresentativi del Novecento, Domenico Baccarini rivelò un talento precoce e onnivoro per molte forme d’arte, grafica, pittura, ceramica, scultura e, per motivi contingenti, anche con la ceramica.

La sua breve e intensa vita è stata di riferimento per i coetanei compagni di studio faentini poi accomunati sotto il titolo di “Cenacolo baccariniano”: Ercole Drei, Domenico Rambelli, Francesco Nonni, Giovanni Guerrini e Giuseppe Ugonia, tra gli altri. Formatosi alla Scuola di Arti e Mestieri di Faenza, Baccarini si iscrive nel 1900 all’Accademia di Belle Arti di Firenze dove conosce Raoul dal Molin Ferenzona, Giovanni Prini, Giovanni Costetti, Pellizza da Volpedo e Lorenzo Viani.

Nel 1905 partecipò alla Biennale di Venezia e nel 1906 all’Esposizione Internazionale di Milano per l’apertura del Sempione. Apprezzato da Vittorio Pica e conosce lo scrittore Antonio Beltramelli del quale illustrerà varie opere. Dopo vari e vani tentativi di ottenere un sussidio o un incarico che lo sollevasse da una condizione di vita oltremodo precaria, Baccarini si dedicò alla ceramica presso le Fabbriche Riunite di Ceramiche di Faenza.

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Per informazioni
Fondazione Cassa di Risparmio di Imola
Tel 0542.26606

 

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Mercatino Francese Belle Époque http://www.italialiberty.it/mercatinofrancese-belleepoque/ http://www.italialiberty.it/mercatinofrancese-belleepoque/#comments Wed, 20 Apr 2016 12:21:27 +0000 http://www.italialiberty.it/?p=11003 A.C.O.F.I. (Associazione Commercianti Francesi in Itali […]

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A.C.O.F.I. (Associazione Commercianti Francesi in Italia), che da anni organizza eventi per la promozione dei prodotti e della cultura francese in diverse città italiane, ha creato un nuovo evento: il Mercatino Francese Belle Époque.

Addentrarsi nel Mercatino Francese Belle Époque fa ricordare la Parigi di fine ‘800, con le scritte in stile liberty, le chiassose terrazze, la spensieratezza delle passeggiate, il rosso di un famoso mulino, i piaceri della tavola, i profumi delle signore eleganti, le invenzioni che hanno cambiato il mondo. Le casette in legno dai colori pastello, le luci, le insegne e le cucine che fanno bella mostra sotto le pale del mulino: questo è il quartiere di Parigi immaginato da A.C.O.F.I.. Nelle vetrine dei negozi troviamo pane appena sfornato e croissant, biscotti e cioccolatini, miele e marmellate, formaggi e salumeria, spezie e vini ma anche foie gras, ostriche e champagne per le piccole e grandi occasioni e tanti prodotti freschi scelti con cura per un pubblico esigente come quello italiano. Le cucine preparano specialità regionali da consumare a casa o sul posto in una piacevole atmosfera conviviale. Al Mercatino Francese Belle Époque non si soddisfa solo la gola, in quanto si trovano anche saponi profumati, articoli per la tavola, prodotti tessili ed accessori per la casa e la persona.

Il personale del mercatino veste come all’epoca e con il sorriso vi accompagnerà in questo viaggio nel tempo per ritrovare l’euforia di un periodo speciale.

 

Un ricco programma di eventi saprà allietare il pubblico torinese.

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Mercatino Francese Belle Époque
da sabato 23 aprile a domenica 8 maggio 2016
Torino – Piazza Solferino
Orari
Tutti i giorni dalle 10.00 alle 24.00

 

La prodottistica

Saranno presenti prodotti sia alimentari, sia non alimentari, tutti espressione di diverse regioni francesi. Quelli legati all’enogastronomia rappresentano il cuore del mercatino.

Oltre 80 i tipi di formaggio presenti, dal Mont d’Or, con la tipica confezione di legno, al Rocamadour del Midi Pyrénées, dal Camembert della Normandia, al Brie della Ile de France. Anche i vini sono presentati in oltre 30 varianti, dallo Champagne al Bordeaux fino al Sidro. I salumi hanno particolari tipi di produzione che abbinano spezie ed erbe aromatiche. L’offerta dei biscotti Bretoni può contare su oltre 20 varietà diverse di ripieno: dal cocco al sesamo, dal cioccolato al limone. Una grande tavolozza di colori è rappresentata dallo stand delle spezie, le quali provengono, nella maggior parte dei casi, dalle ex colonie francesi. A conclusione dello spazio enogastronomico non poteva mancare la baguette, calda, appena sfornata. I forni della Boulangerie preparano anche croissant e pasticceria da forno.

I prodotti artigianali arrivano dalla Provenza e dalla Costa Azzurra: tovaglie, saponi, lavanda, essenze ed oggettistica provenzale. Da Parigi arrivano profumi e un’ampia gamma di accessori moda.

Tutti i prodotti sono accuratamente selezionati per garantire il massimo standard di qualità.

L’ampia gamma di offerte alimentari può contare su una filiera di piccoli produttori, mentre la parte riguardante la produzione provenzale e della Costa Azzurra, sia di tovagliati, sia di saponi e lavanda, provengono da aziende artigianali che sono presenti all’interno della manifestazione.

 

La ristorazione

Non poteva mancare, in questa proposta legata alla Francia, un angolo dedicato alla sua gastronomia regionale. Differente a seconda delle caratteristiche legate ai territori, dalla presenza di coste o montagne, confinanti con altri paesi europei oppure influenzate da tradizioni che si perdono nel tempo, la cucina si declina in numerose proposte: tartiflette, cassoulet, chocroute e tanto altro. Uno spazio è dedicato alla degustazione dei vini e, proprio per completare questo panorama tutto francese, si potranno degustare ostriche e champagne.

 

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Alphonse Mucha, retrospettiva http://www.italialiberty.it/mucharoma/ http://www.italialiberty.it/mucharoma/#comments Sun, 17 Apr 2016 18:05:51 +0000 http://www.italialiberty.it/?p=10948 Alphonse Mucha (1860-1939) è stato uno degli artisti pi […]

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Alphonse Mucha (1860-1939) è stato uno degli artisti più celebri dell’Europa a cavallo tra ‘800 e ‘900: combinando immagini di donne seducenti a composizioni e layout tipografici innovativi creò originalissimi manifesti. Nacque così un nuovo genere di arte visiva fiorito nella Parigi della Belle Époque. Lo stile Mucha venne a indicare ben presto tutta una serie di opere grafiche e oggetti decorativi che arredavano le case dei cultori dell’arte a Parigi e in altri Paesi, diventando un’icona dell’Art Nouveau. Nel 1904, durante una visita negli Stati Uniti, i mass media salutarono in Mucha il più grande artista decorativo del mondo.
Mentre nel contesto dell’arte internazionale aumentava la sua fama, in Mucha crebbe forte il desiderio di contribuire all’indipendenza politica delle Terre ceche e delle vicine regioni slave divise per secoli dalle potenze coloniali. Al di là di un’opulenza di facciata e di una visione modernista espresse dall’Esposizione universale di Parigi del 1900, nell’Europa centrale e orientale le tensioni politiche montavano. Mucha credeva nell’universalità dell’arte, nel suo potere d’ispirazione e di comunicazione, auspicando la creazione di un’unione spirituale dei popoli slavi e, in ultima analisi, di tutto il genere umano. L’artista sognava un mondo migliore dove le minoranze etniche, di qualsiasi background culturale, avrebbero potuto vivere in armonia senza subire le minacce delle nazioni più potenti. L‘amore di Mucha per la propria terra e per gli ideali utopici si manifestano nel suo capolavoro, l’Epopea slava (1911-28).

13010706_976017369133787_6537792280106952080_nSotto l’egida dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano e con il patrocinio della Regione Lazio e di Roma Capitale, la prima grande retrospettiva dedicata all’artista ceco Alphonse Mucha è organizzata e prodotta da Arthemisia Group in collaborazione con la Fondazione Mucha.
Curata da Tomoko Sato curatrice della Fondazione Mucha dal 2007 che ha realizzato numerose mostre su Alphonse Mucha, la mostra che si apre al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini dal 15 aprile all’11 settembre 2016, si compone di oltre 200 opere tra dipinti, manifesti, disegni, opere decorative, gioielli e disegni preparatori degli arredi della Boutique Fouquet a ripercorrere l’interno percorso creativo del massimo esponente dell’Art Nouveau.

L’evento vede come sponsor Generali  special partner Ricola, sponsor tecnico Trenitalia e la Rinascente, media partner Vogue Italia.
L’evento è consigliato da Sky Arte HD.
Il catalogo è edito da Skira per Arthemisia Group.

L’artista

Alphonse Mucha è uno degli artisti più celebri dell’Europa, a cavallo tra‘800 e ‘900: noto in tutto il mondo come uno dei padri ispiratori dell’ArtNouveau- la corrente artistica caratterizzata dall’uso di linee morbide,forme florealie richiami fitomorfi fiorita nella Parigi della Belle Époque e poi diffusosi in tutta Europa -, fu in realtà un artista poliedrico e versatile nonché un grande sperimentatore di stili e soluzioni diverse, fermamente convinto che il valore dell’arte passa attraverso una riflessione che non rimanda esclusivamente alla sfera estetica ma che piuttosto in questa si completa.

Nato nel 1860 a Ivančice, città della Moravia meridionale allora sotto l’amministrazione austriaca, Mucha cresce come un fervente patriota che credeva nella libertà politica della sua terra e nell’unità  spirituale  dei  popoli  slavi. Una convinzione  talmente  radicata  questa  che  lo  porta  a dedicare molto del suo tempo, delle sue energie e della sua produzione alla celebrazione di questi valori di unità, libertà e fratellanza.

Dopo una prima formazione pittorica avvenuta in patria e poi a Monaco di Baviera, nel 1887 si trasferisce a Parigi, cuore pulsante dell’arte e della cultura europea. Qui frequenta Paul Sérusier e i Nabis, i “profeti” simbolisti che intorno a lui si raccoglievano, qui conosce Gauguin e qui avverrà un incontro fondamentale che cambierà la sua vita e il suo percorso artistico.

È il Natale del 1894 e Sarah Bernhardt sta per debuttare in una nuova pièce teatrale, Gismonda. Nonostante le diverse proposte, nessuno dei manifesti disegnati per lei dai vari cartellonisti la soddisfa e in città ormai non c’è più nessuno. L’unico rimasto è Alphonse Mucha che in tutta fretta produce il manifesto. Lo stampatore ne è sconcertato: non ha mai visto nulla del genere: nella sua originale fusione di influssi bizantini e stilemi Art Nouveau, il poster appare spaventosamente moderno. Sicuramente, pensa, non piacerà all’attrice. La reazione di Sarah Bernhardt è invece immediata, chiede di incontrare Alphonse nel suo boudoir. Non appena entra, lei si alza, lo abbraccia e gli dice “Signor Mucha, lei mi ha reso immortale”. Da quel momento in poi si farà ritrarre solo da lui.

Il poster consacra Alphonce Mucha come il più grande cartellonista del suo tempo: in Franciasi comincia a parlare di “Stile Mucha” per definire l’inconfondibile stile delle sue immagini. È nata nel contempo anche la “Donna di Mucha”.

Quando nel 1900 riceve l’invito all’Esposizione Universale di Parigi è all’apice della sua fama, su tutti i muri si incrociano le sue creazioni, il brandMucha viene scelto per le più grandi campagne pubblicitarie. Ma, al di là dell’apparente visione modernista espressa dall’Esposizione, nell’Europa centrale e orientale le tensioni politiche montano e le Terre ceche e le vicine regioni slave anelano all’indipendenza. In Mucha cresce forte il desiderio di contribuire all’emancipazione del suo popolo.Qui, all’Esposizione, l’artista progetta il Padiglione dell’Uomo, una delle attrazioni principali dell’evento. Tuttavia,per il pittore ceco la commessa più importante è la decorazione del padiglione bosniaco. Più tardi affermerà: “Non mi sarei mai aspettato di trovare tra gli slavi balcanici ciò che stavo cercando così intensamente. Sulla  rappresentazione  della loro storia ho proiettato le gioie e i dolori del mio Paese e di tutto il popolo slavo”. L’idea per Epopea slavaera ufficialmente nata e non avrebbe mai più abbandonato Mucha.

Nel 1904, durante la prima delle numerose visite negli Stati Uniti (che si avvicenderannofino al 1910) i mass medialo celebrano come il più grande artista decorativo del mondo.

Qui frequenta le alte sfere del mondo della politica e dell’alta società, ma il suo interesse per la fama e il fasto, la ricchezza, le frequentazioni importanti, ha ragione di essere solo nella misura in cui possono portargli un finanziatore per il suo ciclo celebrativo dedicato alla sua terra e ai popoli slavi al quale pensa da tempo.

Dedicarsi al suo Paese è il suo interesse primario. Nel 1910 quando torna a Praga, curale decorazioni d’importanti sedi della città e con impegno patriottico, politico e sociale si dedica finalmente, fino al 1928, a quella che per lui è la più grande impresa della sua vita e della sua arte, l’Epopea slava, opera colossale di venti tele (6×8 metri) che racconta i principali avvenimenti della storia slava, di cui in mostra sono esposti dieci studi preparatori.

Con l’indipendenza della Cecoslovacchia (1918), contemporaneamente sposa le cause della neonata Nazione disegnando francobolli, banconote e altri documenti governativi. L’Epopea presentata a Praga il 14 luglio 1928 (e nascosta dai patrioti cecoslovacchi durante l’occupazione nazista), è stata conservata nel castello di Moravsky Krumlov fino al 2012, poi trasferita nel Veletržní Palác di Praga.

Mentre si dedica alla realizzazione della sua più amata creatura, anche altre sono le opere prodotte nello stesso periodo, meno note ma  molto interessanti, caratterizzate da una profonda riflessione filosofica sul mondo, sulla storia e sulle creature umane. Riflessione  che non gli era stata aliena neanche negli anni più gloriosi della sua fama, quando, accanto alle opere più note al grande pubblico, ai manifesti pubblicitari, agli apparati decorativi, aveva affiancato, con fede imperturbabile, le sue  narrazioni intrise di spiritualità e caratterizzate da un soffuso sentimento mistico, opere dal  tratto meno  armonioso e lineare di quelle “stile art nouveau”, ma figlie di una profonda e sofferta interpretazione del mondo e dell’uomo.

L’universalità dell’arte e il suo potere d’ispirazione e di comunicazione, il suo essere a servizio del popolo sono alla  base della poetica di questo artista che auspicava la creazione di un’unione spirituale non solo dei popoli slavi, ma di tutto il genere umano sognando un mondo migliore, dove le minoranze etniche avrebbero potuto vivere senza le minacce delle nazioni più potenti.

Mai come in questo momento storico e contesto sociale la sua Arte e la sua filosofia cavalcano l’attualità del mondo intero.

 

La mostra

Composta da oltre 200 operetra dipinti, manifesti, disegni, opere decorative  e  gioielli, la mostra ripercorre con dovizia di particolari e pluralità di opere l’intero percorso creativo dell’artista attraverso sei  sezioni  tematicheche tratteggiano le diverse sfumature stilistiche e i diversi ambiti di  azione: Un  boemo  a  Parigi; Un creatore di immagini per il grande pubblico; Un cosmopolita; Il mistico; Il patriota e L’artista-filosofo.

Prima sezione – Un boemo a Parigi

Gismonda, La Princesse Lointaine(1896), Manifesto  per  Médée (1898), libri, manifesti altri lavori incentrati su Sarah Bernhardt accompagnano il visitatore in questa prima sezione che ripercorre dapprima gli esordi del Mucha bohémien, ai margini della società francese (il termine bohémien è anche la traduzione francese di boemo) e analizza poi il successo ottenuto grazie al manifesto Gismonda, dipinto per Sarah Bernhardt che rappresenta il punto di partenza della sua fama. Oltre a una serie di locandine eseguite da Mucha per Sarah Bernhardt e ad altri lavori sempre connessi alla “divina”, la sezione presenta illustrazioni e alcuni primi disegni dell’artista, al fine di dimostrarne la solida formazione accademica.

 

Seconda sezione – Un creatore di immagini per il grande pubblico

L’approccio muchiano alla produzione di manifesti e alla creazione del caratteristico “stile Mucha”, è approfondito attraverso esempi d’arte pubblicitaria e pannelli decorativi. La sezione presenta tra le altre produzioni i Documents décoratifs (1902): una guida al design “pronta all’uso” dedicata agli artigiani, con l’intento di “contribuire a infondere i valori estetici nella produzione artistica e artigianale”.

 

Terza sezione – Un cosmopolita

Costituiscono gli elementi centrali, intorno ai quali si snoda la terza sezione,l’ascesa di Alphonse Mucha verso la fama sullo sfondo dell’Esposizione universale del 1900 attraverso una serie di lavori associati all’evento parigino e alla collaborazione con il celebre gioielliere francese Georges Fouquet (1862-1957). Qui trovano spazio anche le opere del periodo americano di Mucha, con particolare attenzione a quelle che rivelano il rapporto dell’artista con il mondo del teatro: le decorazioni per il German Theatredi New York e i manifesti per le attrici Leslie Carter e Maude Adams.

 

Quarta sezione – Il mistico

Sul finire dell’Ottocento Mucha si sente attratto dallo spiritualismo e diventa amico del celebre drammaturgo svedese August Strindberg la cui filosofia mistica lo influenza profondamente; molto vicino a un circolo teosofico parigino, nel 1898 entra a far parte della loggia massonica della città. In questa sezione sono analizzate le influenze dello spiritualismo e della filosofia massonica nei lavori di Mucha, particolarmente evidenti nel suo libro illustrato Le Pater. Pubblicata nel 1899, quest’opera rappresentava un messaggio sul progresso del genere umano – il modo in cui l’uomo può raggiungere la Verità universale – che l’artista indirizzava alle generazioni future, attraverso le parole del Padre  nostroe le illustrazioni ispirate al simbolismo massonico. Qui sono inoltre mostrati i pastelli espressionisti dell’artista, rimasti inediti fino alla sua morte.

Quinta sezione – Il patriota

Nel 1910 Mucha torna in patria. Fin dalla sua partenza da Ivančice trent’anni prima, la vita dell’artista era stata guidata dall’idea di lavorare per la patria utilizzando l’arte, un pensiero ricorrente che ne attraversa l’intera esistenza. Questa sezione restituisce al visitatore la dimensione patriottica di Mucha attraverso una grande varietà di lavori eseguiti per il proprio Paese, prima e dopo la sua indipendenza. Ponendo particolare attenzione all’Epopea slava, è analizzato il modo in cui l’artista arrivò alla creazione di quest’opera monumentale attraverso una grande varietà di lavori preparatori (studi di grandi e piccole dimensioni e foto documentarie e in studio).

 

Sesta sezione – L’artista-filosofo

Nel 1918 il sogno di Mucha si avvera perché una delle conseguenze della Prima Guerra Mondiale è la nascita della Cecoslovacchia. Da questo momento la visione dell’unità slava è estesa a tutta l’umanità e Mucha seguita ad approfondire questa tematica fino alla fine della sua esistenza. Nel descrivere Muchacome un filosofo, questa sezione analizza le opere che esprimono gli interessi umanitari dell’artista, insieme alla sua reazione alla minaccia della guerra in un mondo in rapido cambiamento.

La mostra si chiude con l’ultimo progetto di Alphonse: il trittico L’età della ragione, L’età della saggezza, L’età dell’amore, concepito come un monumento all’umanità intera. Nelle intenzioni dell’artista, questo lavoro iniziato nel 1936, quando la terribile ipotesi di una guerra si faceva sempre più concreta, doveva raffigurare Ragione, Saggezza e Amore come i tre principi chiave dell’umanità, la cui armoniosa combinazione avrebbe favorito il progresso del genere umano. Anche se Mucha non fu in grado di portare a termine il progetto, gli studi eseguiti per questo trittico sono ancora in grado di trasmettere il suo messaggio di pace universale.

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L’Art Nouveau nella collezione Parenti http://www.italialiberty.it/mostrasoglianoartnouveau/ http://www.italialiberty.it/mostrasoglianoartnouveau/#comments Wed, 23 Mar 2016 10:22:15 +0000 http://www.italialiberty.it/?p=10913 L’ART NOUVEAU NELLA COLLEZIONE PARENTI ✪ Museo Ar […]

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L’ART NOUVEAU NELLA COLLEZIONE PARENTI

✪ Museo Arte Povera, Sogliano al Rubicone, 24 aprile – 10 luglio 2016

 

Nell’ambito della seconda Biennale del Disegno, inaugura il 24 aprile all’interno di Palazzo Marcosanti di Sogliano al Rubiconde una mostra interamente dedicata al disegno durante il periodo della Belle Époque con preziosi esempi di Liberty italiano, Art Nouveau, Art Dèco e Futurismo.

L’Art Nouveau nella collezione Parenti. La grafica tra fine Ottocento e metà Novecento nel segno Liberty, Art Dèco e Futurista’’, a cura del giovane critico Andrea Speziali, rimarrà allestita fino al 10 luglio e trova spazio nelle sale del Palazzo Marcosanti che ospitano il Museo di Arte Povera, scelto come principale Museo per il Liberty su territorio nazionale proprio lo scorso anno dall’istituzione culturale “Italia Liberty”.

L’esposizione intende valorizzare le opere del periodo compreso tra fine ‘800 e metà ‘900 di proprietà del genio collezionista Roberto Parenti, capace di aver raccolto un inestimabile patrimonio di arti grafiche. In mostra cartoline, locandine e manifesti a firma di autori italiani e stranieri che propongono rari esempi di Art Nouveau nelle sue diverse sfaccettature: dal Liberty al Modernismo, allo Stile Floreale, ma anche Jugendstil, Art and Craft e Secessione Viennese. Senza escludere il periodo dell’Art Dèco e del Futurismo. Per quest’ultimo la mostra gode della promozione da parte del comitato 100 Sant’Elia.

L’obbiettivo è coinvolgere e sensibilizzare giovani e comuni fruitori per conoscere e apprezzare l’Art Nouveau e divulgare opere inedite realizzate durante il periodo Liberty, come un libro di oltre cento pagine disegnato a mano centimetro per centimetro, nonché promuovere la bellezza e far conoscere il disegno Art Nouveau e Dèco, spiegandone ai visitatori la storia, i dettagli, le varie caratteristiche e simbologie.

Esposte oltre mille opere d’arte a firma di centinaia di artisti.
L’ingresso è libero. La mostra è indicata a un largo pubblico; organizzata dal Comune di Sogliano al Rubicone assieme il Museo di Arte Povera e promossa da The World Art Nouveau.

 

Informazioni

Locandina DEFINITIVALa mostra è aperta il sabato e la domenica dalle 15:00 alle 19:00. Durante la settimana su appuntamento per scuole e gruppi.
Il tempo di visita si aggira dalle 2 alle 3:30 ore.
Museo Arte Povera
(Palazzo Marcosanti-Ripa)
Piazzetta Garibaldi
Sogliano al Rubicone – 47030 Forlì-Cesena.

Tel.: 0541.948418
Mobile: 334.8592312

www.italialiberty.it
www.museodiartepovera.com

Download locandina

Invito

1911, Almanacco degli Sports Album con grafica Liberty libro Album per cartoline in stile Art Nouveau 47 Artwork by Mary Golay, Elegance, Made of color lithograph Boheme Caricatura in terra-creta di Parenti Roberto, collezionista che ha dato vita ai due Musei in Palazzo Ripa Marcosanti, realizzata dall'artista Davide Calandrini Cartoline di Kirchner della collezione privata Roberto Parenti Cartoline Liberty della collezione Roberto Parenti Cartoline ottocentesche Cartoncino pubblicitario della cartoleria Catelani Donne Elisabeth Sonrel, Our Lady of the Cow Parsley Grafica bassorilievo di Alexandre Charpentier 2 Grafiche Liberty Henri Riviere, Le coucher de soleil, 1898 Henry Riviere, Le Cap Henry Riviere, Paesaggio Il Museo di Arte Povera a Sogliano 1 Il Museo di Arte Povera a Sogliano con la mostra sull'Art Nouveau Il Museo di Arte Povera a Sogliano con la mostra sull'Art Nouveau 1 Il Museo di Arte Povera a Sogliano con la mostra sull'Art Nouveau 2 Illustrazione Art Nouveau Illustrazione di Plinio Nomellini Illustrazione grafica di Oreste Ruggeri Illustrazioni al Museo di Arte povera La figlia di Iorio Libro illustrato a mano Litografia Art Nouveau Litografia della testa bizantina realizzata da Mucha ''La bionda'' che funge da immagine coordinata per la mostra di Sogliano Manifesto Art Dèco Marcello Dudovich, album Mary Golay (1869-1944) stagioni 1 Mary Golay (1869-1944) stagioni 2 Mary Golay (1869-1944) stagioni 3 Mary Golay (1869-1944) tavola 1 Mary Golay (1869-1944) tavola 2 Mary Golay (British, 1869 - 1944)- Portrait of a Woman with Flowers and Earrings (via Bidsquare) Mary Golay c. 1899 Mary Golay, ritratto del 1899 Melenis Mucha, La Bruna Omaggio di San Valentino Opera Art Nouveau alla mostra soglianese Opera Art Nouveau della collezione Parenti Opera di Mary Golay Opere grafiche fine Ottocento Pagine di un libro illustrato a mano Paul Berthon (French, 1872-1909), Vision Antique Paul Berthon (French, 1872-1909) Pubblicità Liberty 50 48 Raphael Kirchner, illustrazioni Rarissima cartolina di Dudovich per la Borsalino

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Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra http://www.italialiberty.it/mostrasimbolismo/ http://www.italialiberty.it/mostrasimbolismo/#comments Wed, 16 Mar 2016 13:31:01 +0000 http://www.italialiberty.it/?p=10865 Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla G […]

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Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra è una grande mostra che si inserisce in un preciso programma che Palazzo Reale dedica all’arte tra fine Ottocento e inizio Novecento e che ha già visto l’inaugurazione di Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau (fino al 20 marzo 2016). Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Arthemisia Group, la mostra è a cura di Fernando Mazzocca e Claudia Zevi in collaborazione con Michel Draguet.
“La prima grande mostra del 2016 di Palazzo Reale è dedicata a uno dei movimenti artistici che hanno marcato il passaggio dall’Ottocento al Novecento, segnando il superamento della rappresentazione oggettiva della realtà e approdando a una dimensione più intima e soggettiva del reale – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Un percorso suggestivo e affascinante che accompagnerà il visitatore in mostra, conducendolo lungo un percorso di opere straordinarie realizzate da quegli artisti che, nel corso della loro vita, hanno abbracciato il movimento simbolista”.

Con oltre 2.000 mq di superficie espositiva e 24 sale site al piano nobile di Palazzo Reale di Milano, Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra mette per la prima volta a confronto i simbolisti italiani con quelli stranieri grazie a circa un centinaio di dipinti, oltre alla scultura e una eccezionale selezione di grafica, che rappresenta uno dei versanti più interessanti della produzione artistica del Simbolismo, provenienti da importanti istituzioni museali italiane ed europee oltre che da collezioni private.
La mostra, oltre a permettere un approfondito e aggiornato studio del periodo, che vede la pubblicazione di importanti saggi di approfondimento nel catalogo edito da 24 ORE Cultura, ha reso possibile il restauro, la pulitura e la manutenzione di oltre dieci opere provenienti da Ca’ Pesaro di Venezia, dell’Autoritratto di Arnold Böcklin, della Galleria degli Uffizi di Firenze e delle cornici de L’Eroica di Gaetano Previati, dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, e del polittico di Giulio Aristide Sartorio, Le Vergini Savie e Le Vergini Stolte, di proprietà della Galleria Comunale d’Arte Moderna di Roma. Si tratta di un’importante operazione che dimostra come le mostre temporanee, oltre a valorizzare le opere, possano essere anche l’occasione per una partecipazione attiva alla conservazione del patrimonio artistico italiano grazie ai finanziamenti che da esse ne derivano.
Il Simbolismo è, al tempo stesso, un momento di chiusura al progresso e a una società dominata dall’imperio della quantità e di apertura per affermare una modernità che, sulla scia della poesia di Baudelaire, fa della resistenza al moderno il proprio segno di riconoscimento. Emblema della caduta e del fallimento, I fiori del male sono il punto di partenza di un momento culturale che si definisce in primo luogo attraverso la negazione: rifiuto del reale ridotto alla semplice percezione intuitiva, rifiuto dell’accademismo, rifiuto del naturalismo e del verismo. La lunga lista dei rifiuti sembra definire il simbolismo come l’ultima risposta alla triplice frustrazione dell’uomo moderno: frustrazione generata, storicamente, da Copernico (l’uomo non è più al centro dell’universo), da Darwin (l’uomo non è il compimento dell’evoluzione) e da Freud (l’uomo è incapace, per natura, di dominare le proprie pulsioni interiori). Dal punto di vista figurativo, si avvia un recupero delle immagini di quel ‘paradiso perduto’ identificato nella pittura dei primitivi italiani e, in generale, dei miti originari. Grande tramite di questa rivoluzione delle immagini è la letteratura, in cui il tema del sogno, del delirio indotto dagli oppiacei, della follia sembra unificare quella cultura europea che verrà rivoluzionata dal volume dell’Interpretazione dei sogni pubblicata da Sigmund Freud a Vienna nel 1900.

ITALY - OCTOBER 01:  The wise virgins and the foolish virgins, 1890-1891, by Giulio Aristide Sartorio (1860-1932), triptych, oil on canvas, 188x205 cm. (Photo by DeAgostini/Getty Images); Rome, Galleria Nazionale D'Arte Moderna (National Gallery Of Modern Art). (Photo by DeAgostini/Getty Images) Sez3_Malczewski_Thanatos Sez4_Ferdinand_Elu Sez4_VonStuck_Lucifer Sez5_Previati_IlGiornoSvegliaLaNotte Sez6c_Martini_Notturno Sez7_Putz_Parzifal Sez2_Joan_Reve Sez6a_Félicien_Satan Sez6a_VonKeller_AuCrépuscole Sez6b_Klinger_Rapimento Sez9_Bonazza_LaleggendadiOrfeo XIR18924 Orpheus, 1893 (oil on canvas) by Delville, Jean (1867-1953); 79x99 cm; Private Collection; Belgian,  in copyright

PLEASE NOTE: This image is protected by the artist's copyright which needs to be cleared by you. If you require assistance in clearing permission we will be pleased to help you. Sez10_Lacombe_Lamerjaune CMYK workspace ISO 12647-v2 Sez13_Kupka_Animadelloto Sez13_PuvisDeChavannes_Esperance amore
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Ne deriva il recupero della dimensione onirica, del mondo eroico della mitologia, di temi scabrosi come l’amore erotico, la morte e il peccato.
La mostra presenta per la prima volta in Italia alcuni tra i più significativi capolavori del Simbolismo europe: innanzitutto vedremo alcune delle icone dell’idea simbolista del mondo: Carezze (L’Arte) la straordinaria donna/ghepardo di Fernad Khnopff; la testa di Orfeo galleggiante sull’acqua di Jean Delville, entrambi provenienti da dal Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique di Bruxelles; l’enorme, sublime opera di Ferdinand Hodler, intitolata l’Eletto, dall’Osthaus Museum di Hagen e Il silenzio della foresta di Arnold Böcklin, dalla Galleria Nazionale di Poznan. Si tratta di opere mai viste in Italia che già stanno generando una grande aspettativa fra pubblico e critica.
Una delle sezioni più scenografiche della mostra saranno poi le sale dedicate alla Biennale del 1907: una straordinaria vetrina di confronto tra l’arte italiana più evoluta, cresciuta anche dal confronto con le grandi mostre della Secessione di Berlino e di Vienna. Giulio Aristide Sartorio è presente con l’imponente ciclo pittorico Il poema della vita umana, realizzato per la Biennale del 1907, la stessa dove venne allestita la famosa Sala dell’Arte del Sogno che ha rappresentato la consacrazione ufficiale del Simbolismo in Italia. Il ciclo di Sartorio sarà affiancato in mostra dall’istallazione sonora dell’artista vicentino Alberto Tadiello, il cui intervento sonoro – l’incipit di una composizione musicale ripetuto molte volte in modo sfalsato- crea una nuova esperienza di fruizione artistica.
Attraverso 18 sezioni tematiche, il percorso espositivo si svolge poi tra atmosfere e dimensione oniriche: accompagnato dalle poesie di Baudelaire, tratte dalla raccolta ‘I fiori del Male’ il visitatore attraverserà le sale della mostra passando dalle rappresentazioni demoniache di Odillon Redon, alle rappresentazioni dei miti di Gustave Moreau, al vitalismo di Ferdinand Hodler, al colorismo dei Nabis. Le interpretazioni dell’amore di Giovanni Segantini, l’immaginario divisionista di Gaetano Previati e la magia della decorazione di Galileo Chini renderanno conto, tra l’altro, dell’importanza del movimento simbolista in Italia, permettendo così di riscoprire nomi meno conosciuti: Luigi Bonazza, seguace italiano di Klimt, Leo Putz,
Giorgio Kienerk e gli scultori Leonardo Bistolfi e Amleto Cataldi. Il percorso espositivo si chiude immergendo lo spettatore nell’atmosfera fantastica delle Mille e una notte, il ciclo decorativo realizzato da Zecchin alla vigilia della Grande Guerra.

 

INFORMAZIONI

Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra
Palazzo Reale, Milano
3 febbraio – 5 giugno 2016

Orari apertura
lunedì 14,30 – 19,30
martedì – mercoledì – venerdì – Domenica 9,30 – 19,30
giovedì – sabato 9,30 – 22,30
Biglietti:
Intero 12 €
Ridotto 10 €
Ridotto speciale 6 €
Biglietto Famiglia € 10,00 adulto (1 o 2 adulti) € 6,00 per bambino da 6 a 14 anni

Informazioni e prenotazioni:02 54914
www.mostrasimbolismo.it

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Alfons Mucha http://www.italialiberty.it/alfonsmucha/ http://www.italialiberty.it/alfonsmucha/#comments Wed, 16 Mar 2016 12:35:56 +0000 http://www.italialiberty.it/?p=10860 L’artista ceco Alfons Mucha (1860‐1939) è riconosciuto […]

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1925. Mucha publishes his book Svobodné zednářství (Freemasonry), to mark the 333rd anniversary of the birth of Jan Amos Komenský (1592-1670), the spiritual founder of the Czech Lodge of Freemasons.

1925. Mucha publishes his book Svobodné zednářství (Freemasonry), to mark the 333rd anniversary of the birth of Jan Amos Komenský (1592-1670), the spiritual founder of the Czech Lodge of Freemasons.

L’artista ceco Alfons Mucha (1860‐1939) è riconosciuto come uno tra i più rappresentativi interpreti dell’Art Nouveau, “promotore” di un nuovo linguaggio comunicativo, di un’arte visiva innovativa e potente: le immagini femminili dei suoi manifesti erano molto diffuse e popolari in tutti i campi della società del suo tempo e ancora oggi si può facilmente individuare la sua inconfondibile cifra stilistica, che lo ha reso eterno simbolo della Belle Époque.
Figlio di un usciere del tribunale, Ondřej Mucha, e della sua seconda moglie Amálie, Alfons Maria Mucha nasce a Ivančice il 24 luglio 1860. Sin dall’adolescenza, Mucha dimostra uno spiccato interesse per il disegno che lo porta, nel 1879, ad entrare nel laboratorio di pittura della ditta Kautsky‐Brioschi‐Burghardt, che produce scenari per il teatro e sipari.
Nel 1882 incontra il conte Eduard Khuen‐Belasi, che diventa il suo primo mecenate. Nel 1885 il conte gli finanzia gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera e un viaggio a Parigi, dove Mucha giunge nel 1887 e dove rimane per i successivi diciassette anni.
Nel 1889 il conte Khuen smette inaspettatamente di finanziare l’artista che, abbandonata la scuola, inizia a lavorare come illustratore, avviando una serie di collaborazioni con importanti riviste e case editrici francesi. Il primo vero successo come illustratore arriva nel 1894, quando Mucha disegna il primo manifesto per Sarah Bernhardt in occasione dello spettacolo Gismonda di Victorien Sardou. È l’inizio di una lunga collaborazione, che lo decreta come uno dei più ricercati autori di arte applicata, di manifesti pubblicitari e di illustrazioni.
Il 1897 è per Mucha un anno di mostre importanti. La sua prima mostra personale si tiene alla Galerie de la Bodinière di Parigi, una seconda mostra, di cui disegna il manifesto, apre al Salon des Cent e una terza mostra è organizzata alla fine dell’anno presso il Salone Topič di Praga. Nel 1900, in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi, il progetto di Mucha per la disposizione generale del padiglione della Bosnia‐Erzegovina e il suo manifesto dell’esposizione austriaca sanciscono il suo ruolo di spicco nel panorama artistico europeo di fine secolo. Nel 1902, nel libro Documents décoratifs, Mucha definisce per la prima volta l’essenza dello stile Art Nouveau.
A partire dal 1904 l’artista compie alcuni viaggi negli Stati Uniti, dove le personali del 1920 e del 1921, ospitate rispettivamente presso l’Art Institute of Chicago e il Museo di Brooklyn a New York, riscuotono un successo strepitoso. La mostra di Chicago vede esposti i cinque quadri dell’Epopea Slava, ciclo iniziato nel 1910 in Repubblica Ceca e portato a termine a Praga nel 1928. Alfons Mucha si reca a Parigi per l’ultima volta nel 1936 in occasione dell’ultima retrospettiva organizzata durante la sua vita. Mucha si spegne infatti a Praga nel 1939. In quell’anno la rivista parigina di grafica “Arts et métiers” dedica un numero alla commemorazione dell’artista.

 

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