Italia Liberty http://www.italialiberty.it a cura di Andrea Speziali Wed, 22 Oct 2014 16:01:32 +0000 it-IT hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.9.2 Villa “la Garbera” http://www.italialiberty.it/scheda/villalagarbera/ http://www.italialiberty.it/scheda/villalagarbera/#comments Wed, 22 Oct 2014 16:01:32 +0000 http://www.italialiberty.it/?post_type=scheda&p=5265 La villa con pianta quadrata, è costituita da 2 piani p […]

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La villa con pianta quadrata, è costituita da 2 piani per un’altezza complessiva di 6 m ed occupa una superficie di 137 mq. L’area di pertinenza è adibita a giardino che circonda l’intero edificio. L’edificio ha un’unica entrata in via Dardanelli. Il tetto è a padiglione le coperture sono tegole in laterizio.

L’edificio è molto semplice e lineare. L’intonaco al piano terra è color grigio, mentre quello del primo piano è color pastello. Il prospetto principale è suddiviso in rettangoli verticali evidenziati dai due differenti colori dell’intonaco. I lati dei rettangoli proseguono sino al sottotetto grazie al prolungamento creato dalle mensole sagomate del sottotetto. Il cancello in ferro dipinto di verde ricorda i cancelli liberty del Bellotto grazie al gioco di linee curve, rette e ai fiori con cui termina. L’elemento distintivo della villa è la fascia in maiolica policroma del sottotetto che percorrono il perimetro, queste sono simili a quelle di villa Pompili a Cesenatico. I disegni delle maioliche rappresentano dei fiori color lilla e rosso e dei limoni.

* Contenuti tratti dal progetto ”L’architettura del Lido” della Municipalità di Lido-Pellestrina – Comune di Venezia, che hanno gentilmente concesso la pubblicazione su espressa licenza al progetto Italia Liberty senza fini di lucro.

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Villa Flora http://www.italialiberty.it/scheda/villaflora/ http://www.italialiberty.it/scheda/villaflora/#comments Wed, 22 Oct 2014 14:45:56 +0000 http://www.italialiberty.it/?post_type=scheda&p=5263 La villa a pianta quadrata è costituita da 3 piani per […]

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La villa a pianta quadrata è costituita da 3 piani per un’altezza complessiva di 9 m, occupa una superficie di 187 mq. L’abitazione ha un’unica entrata in via Dardanelli, 44. C’è una scala esterna principale rettilinea in pietra bianca. L’area di pertinenza adibita a giardino, circonda l’intero edificio.

Il prospetto della villa su via Dardanelli è caratterizzato da una loggia vetrata sormontata da un balcone e da un terrazzo con parapetto in pietra a decorazioni floreali. Sulla parte superiore delle bifore si possono notare delle cornici lineari dentellate che, essendo poste più in alto di esse, fanno pensare a delle finestre in origine più alte e più larghe. Si possono notare gli archi scemi che forse completavano le finestre originali ora coperti dall’attuale intonaco color rosso. Questa villa, insieme a quelle di questa zona dell’isola (zona della prima urbanizzazione del liberty al Lido), si distingue per la fascia decorata del sottotetto. Qui la decorazione è molto simile a quella di villa “La Garbera” in via Dardanelli, per materiale e disegno. Una fascia in maiolica policroma rappresentante degli agrumi collegati da rami dalle forme sinuose su sfondo giallo.

* Contenuti tratti dal progetto ”L’architettura del Lido” della Municipalità di Lido-Pellestrina – Comune di Venezia, che hanno gentilmente concesso la pubblicazione su espressa licenza al progetto Italia Liberty senza fini di lucro.

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Villa Evelina http://www.italialiberty.it/scheda/villaevelina/ http://www.italialiberty.it/scheda/villaevelina/#comments Wed, 22 Oct 2014 14:35:11 +0000 http://www.italialiberty.it/?post_type=scheda&p=5261 La villa è costituita da 3,5 piani, per un’altezz […]

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La villa è costituita da 3,5 piani, per un’altezza di 10,5 m., una superficie di 322,32 mq. Le pareti esterne sono intonacate di colore bordeaux molto vivo. Lo sporto del tetto non risulta sorretto da mensole nella parte inferiore. L’ingresso è costituito da una porta con lunetta ad arco ribassato con chiave raffigurante un volto a rilievo. Si accede tramite una breve scala rettilinea. Il nome della villa è riportato su un’etichetta a destra della porta d’ingresso.

L’edificio è scandito da finestre rettangolari sormontate da lunette ad arco ribassato decorate a rilievo con elemeti vegetali e nastri. Le chiavi degli archi risultano anch’esse decorate con elementi vegetali. Il colore bianco di cornici di porte e finestre, di lunette e davanzali contrasta con l’intonaco bordeaux dell’edificio.

* Contenuti tratti dal progetto ”L’architettura del Lido” della Municipalità di Lido-Pellestrina – Comune di Venezia, che hanno gentilmente concesso la pubblicazione su espressa licenza al progetto Italia Liberty senza fini di lucro.

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Villa Rodella http://www.italialiberty.it/scheda/villarodella/ http://www.italialiberty.it/scheda/villarodella/#comments Wed, 22 Oct 2014 14:25:45 +0000 http://www.italialiberty.it/?post_type=scheda&p=5259 Villa a pianta irregolare, costituita da 3,5 piani, per […]

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Villa a pianta irregolare, costituita da 3,5 piani, per un’altezza di 10,5 m ed una superficie di 229 mq. Il tetto a padiglione con coppi in laterizio è, nella parte inferiore dello sporto, sorretto da mensole. L’area di pertinenza è occupata da un cortile con giardino. Le pareti esterne sono intonacate di colore giallo. I due ingressi sono accessibili grazie ad una scala in cotto che si biforca in modo speculare.

I piani dell’edificio sono sottolineati da cornici marcapiano che si collegano senza soluzione di continuità con le finestre armonicamente distribuite, caratterizzate da decorazioni floreali stilizzate di colore rosso nelle lunette e nei parapetti. Le lunette delle finestre sono ad arco ribassato al primo piano, rettangolari con angoli arrotondati al secondo piano. Al piano terra vi sono piccole finestre ad arco ribassato prive di decorazioni. La fascia del sottotetto ha tre fiori di geranio di colore rosso che si dipartono da un gambo fogliato di colore verde il tutto è inquadrato da elementi geometrici. Le finestre, le lunette, le cornici marcapiano, di colore bianco, si accostano elegantemente all’intonaco giallo delle pareti esterne della villa.

* Contenuti tratti dal progetto ”L’architettura del Lido” della Municipalità di Lido-Pellestrina – Comune di Venezia, che hanno gentilmente concesso la pubblicazione su espressa licenza al progetto Italia Liberty senza fini di lucro.

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Villa Gemma http://www.italialiberty.it/scheda/villagemma/ http://www.italialiberty.it/scheda/villagemma/#comments Wed, 22 Oct 2014 14:15:06 +0000 http://www.italialiberty.it/?post_type=scheda&p=5257 Villa a pianta irregolare, costituita da 4 piani, per u […]

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Villa a pianta irregolare, costituita da 4 piani, per un’altezza di 12 m., una superficie di 256,65 mq. Il tetto a padiglione è realizzato con coppi in laterizio; lo sporto è sorretto da mensole in legno. Le pareti esterne sono realizzate con laterizi a vista. L’ingresso, posto al di sotto di una loggia ad arco ribassato chiusa da un cancello, è accessibile tramite una scala rettilinea alle cui estremità superiori dei parapetti in muratura sono posti due leoncini. L’area di pertinenza è occupata da un giardino.

Esternamente la villa è delimitata da una recinzione in muratura con laterizi a vista. Si accede tramite un cancello in ferro battuto con motivi a nastri e rose, posto al di sotto di un arco eccedente. L’ingresso è sotto una loggia con arco ribassato, entro la quale vi sono alcune formelle che ospitano raffigurazioni di angeli nimbati. Al di sopra dell’ingresso si erge un terrazzo con copertura in laterizio sorretta da un’intelaiatura lignea, inferiormente sorretta da colonne con capitello, al di sopra del parapetto in muratura. Il sottotetto del terrazzo è decorato ad affresco a motivi vegetali. Anche il sottotetto dell’ultimo piano è decorato ad affresco: figure di donne sono inscritte in corone vegetali legate con nastri. Lo sporto del tetto è decorato con motivi vegetali rossi su sfondo color salmone. Fra il primo ed il secondo piano ci sono cornici marcapiano con motivi vegetali a rilievo: si tratta di foglie con terminazioni arriciate che si attorcigliano ad un bastone posto orizzontalmente nella parte mediana della cornice. Fra il piano terra ed il primo piano una fascia decorativa in maiolica con sfondo giallo, corone, mazzi di foglie, arance legate da nastri bianchi funge da cornice marcapiano. Il piano terra è caratterizzato da finestre con archi ribassati, il primo piano da archi a tutto sesto che poggiano su capitelli pensili, fuorché nel terrazzo che ha finestre rettangolari, come quelle del secondo piano e della torretta centrale.

* Contenuti tratti dal progetto ”L’architettura del Lido” della Municipalità di Lido-Pellestrina – Comune di Venezia, che hanno gentilmente concesso la pubblicazione su espressa licenza al progetto Italia Liberty senza fini di lucro.

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Villino tra via Istra e via Foscari http://www.italialiberty.it/scheda/villinoviaistraviafoscari/ http://www.italialiberty.it/scheda/villinoviaistraviafoscari/#comments Wed, 22 Oct 2014 13:58:39 +0000 http://www.italialiberty.it/?post_type=scheda&p=5254 La villa di 3,5 piani copre una altezza complessiva di […]

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La villa di 3,5 piani copre una altezza complessiva di 7,5 m. ed una superficie totale di 172,9 mq. La pianta è irregolare. Il tetto a padiglione è coperto da tegole di laterizio. La villa ha una scala principale di accesso anche se presenta due entrate: una in via Istria e l’altra in via F. Foscari.

L’edificio presenta un elemento architettonico frequente in molti edifici dell’isola: la torretta belvedere. Questa architettura si presume sia derivata da una modificazione, di ascendenza nordica, della classica altana veneziana. In questa parte dell’edificio c’è un balcone di forma esagonale con parapetto in pietra. L’edificio non è intonacato ma è a mattoni faccia a vista. Le finestre rettangolari hanno una cornice sporgente, nella parte superiore, sorretta da piccole mensole sagomate. Le finestre e le porte al piano terra hanno forma ad arco a tutto sesto. Alcune finestre lungo i prospetti laterali hanno delle ringhiere in ferro decorate a motivi floreali. Il portone d’entrata, al quale si accede attraverso una grande scalinata, presenta delle decorazioni a motivi floreali in ferro; a fianco del portone è presente un terrazzo con balaustrata. Il sottotetto è in legno come gli sporti del tetto che lo sorreggono.

Architettura lidense degli anni ’20 con influenze nordiche.

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Ex Pensione Corno d’Oro http://www.italialiberty.it/scheda/expensionecornodoro/ http://www.italialiberty.it/scheda/expensionecornodoro/#comments Mon, 20 Oct 2014 09:29:09 +0000 http://www.italialiberty.it/?post_type=scheda&p=5251 L’edificio è costituito da 4 piani coprendo un […]

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L’edificio è costituito da 4 piani coprendo un’altezza complessiva di 12 m. ed una superficie occupata totale di 1046,32 mq.L’area di pertinenza è caratterizzata da un cortile che circonda l’edificio. Presenta accessi sia in via Zulian che in via Sandro Gallo.

L’edificio è caratterizzato da un intonaco color rosso ma alcune parti sono in pietra bianca come gli angoli dell’edificio, il piano terra della torretta e tutta la facciata di una sezione del prospetto principale. Gli stemmi che si trovano sparsi lungo il prospetto principale e le cornici delle finestre sono dello stesso materiale. Sulla parte sporgente dell’edificio, all’angolo su via Zulian, in corrispondenza del piano terra, ci sono due nicchie con cornici ed un bassorilievo raffigurante un volto di donna. Alcune finestre del secondo piano hanno un balcone balaustrato con colonne sagomate, altre sostituiscono la balaustra con una ringhiera in ferro. Su uno dei prospetti laterali è presente una lastra in marmo bianco a memoria del capitano Biagio Zulian, al quale è dedicata anche la via.

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Villa dei Padri Armeni http://www.italialiberty.it/scheda/villapadriarmeni/ http://www.italialiberty.it/scheda/villapadriarmeni/#comments Mon, 20 Oct 2014 09:20:25 +0000 http://www.italialiberty.it/?post_type=scheda&p=5249 Edificio del 1907, questa villa presenta interessanti c […]

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Edificio del 1907, questa villa presenta interessanti caratteri romanico modernisti, rielaborati dall’architetto Rupolo che dimostra di non volgere le spalle al Liberty, riuscendo a comporre i corpi e gli avancorpi dell’edificio e le loro altezze in modo vario e sciolto.

Il basamento della villa è costituito da bugnato con piccole finestre per dare luce al sotterraneo. L’accesso al primo piano è costituito da un arco semicircolare con armille in mattoni, su piedritti pure in mattoni. Le varie finestre semplici, bifore e trifore, sono disposte in modo da rendere sempre più leggere e traforate le masse murali man mano che ci si avvicina alla sommità. Alcune finestre circolari, conferiscono all’insieme maggiore varietà. A fianco dell’ingresso principale c’è una loggetta ad arcatine di laterizi modanati semicircolari, su colonne e capitelli.

La cornice di gronda è costituita da modiglioni in legno, sorreggenti la sporgenza del tetto che copre tutta la fabbrica. La decorazione del sottotetto è completamente scomparsa. Gli architravi delle finestre sono ispirati alle forme veneziane, che danno l’idea di arco frastagliato. I contorni delle finestre, le colonne, i capitelli, le mensole, le lastre dei balconi, tutte le parti decorative sono in pietra artificiale; le murature sono in materiale laterizio.

Splendidi i ferri battuti delle scale esterne e degli archi delle porte finestre a motivi di eleganti insetti che disegnano delle raffinatissime decorazioni, con le ali spiegate di libellule e farfalle, o le sottili ragnatele di aggraziati aracnidi.

Descrizione tratta dalla scheda del Corso di Turismo Ambientale della Provincia di Venezia.

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Il Liberty a Bari http://www.italialiberty.it/liberty-bari/ http://www.italialiberty.it/liberty-bari/#comments Fri, 17 Oct 2014 21:26:32 +0000 http://www.italialiberty.it/?p=5229 Parlare di Liberty significa parlare di uno stile che h […]

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Parlare di Liberty significa parlare di uno stile che ha assunto una portata internazionale e che ha interessato ogni settore nel campo dell’arte, dalla pittura alla architettura, dalle arti applicate all’arredamento. Esso però, ha rappresentato soprattutto la risposta ad un particolare momento storico in cui si è cercato attraverso l’arte, di educare le masse al gusto del bello e di sopire eventuali focolai di rivoluzione di natura sociale, imperante nelle nuove classi operaie. L’Europa, e in particolare l’Inghilterra, sono state il teatro di questa rivoluzione del gusto, legato anche a motivazioni di tipo economico, ad uno stallo dei mercati soprattutto inglesi, che avevano difficoltà a lanciare i propri prodotti in una competizione internazionale. L’estetica della funzionalità consentì di creare prodotti di qualità che univano la praticità ad una rinnovata estetica, dando vita a figure professionali che possiamo considerare gli antesignani dei moderni designers. La pubblicazione di un recente volume intitolato “Il Liberty a Bari” pone delle profonde riflessioni sul recupero delle architetture Liberty della città e di alcuni centri della provincia, come testimonianza di un momento storico particolare che l’Italia, e soprattutto la Puglia ha vissuto con un ritardo cronologico, e come “fenomeno di importazione”. Il nuovo stile unisce il razionalismo del progetto che si imposta sul rigore della forma geometrica, e la libertà del decoro che esprime invece, il dinamismo del divenire del progresso, nella linea sinuosa, sensuale che si avvolge su se stessa, e che trae ispirazione dalla natura.

L’Europa pullula di nuovi edifici e di grandi architetti, come Otto Wagner, considerato “un pioniere del modernismo”, in quanto la sua progettualità comprende l’impiego delle nuove tecniche e dei nuovi materiali. Otto Loos, l’austriaco Josef Hoffmann, e lo scozzese Charles Renne Mackintosh preferiscono il rigore della linea retta alla curva flessuosa. La nuova architettura sperimenta la fusione tra decorazione e funzione, ma in Italia la cultura ha difficoltà ad inserirsi in una dimensione europea a causa di una tradizione regionale che da poco si è inserita nella “neoformazione” di uno stato unitario, e per la persistenza di una cultura accademica. A Bari il Liberty arriva tra il 1910-1911, in un momento di crescita della città che assorbe un numero notevole di immigrati dall’entroterra, e che si rinnova innestandosi sulla “fisionomia urbana” del “murattiano”. Questa nuova architettura decorata in superficie, con motivi desunti dalla contemporanea architettura europea, si avvale della collaborazione di botteghe artigiane che realizzano gli inserti decorativi. Tra ebanisti, elettricisti, e fabbri, si distinguono un gruppo di scultori e pittori, quali Mario Praier, che ha decorato il vecchio Oriente e il Santalucia; Armenise, autore dell’affresco sulla volta del Petruzzelli; e Colonna. Tra gli scultori: Cifariello, Civera, e De Bellis. I committenti fanno incidere la data di costruzione e il loro nome sulla chiave di volta dell’arco sul portone principale; la presenza di maschere apotropaiche hanno funzione decorativa e scaramantica. Cornucopie, foglie di acanto, conchiglie, sono simbolo di prosperità e di buon auspicio, oltre ad ostentare un certo status sociale. Tra i palazzi in stile tardo Liberty presenti nella città di Bari si fa menzione di: palazzo di via Buozzi 39 commissionato da Nicola Gomes nel 1910, che presenta ornamenti desunti dalla tradizione liberty europea, con fiori stilizzati, che decorano anche il portone in legno suddiviso in quattro ante uguali. Palazzo Diasparro del 1911 è situato al numero 21-27 di Corso Cavour, angolo via Piccinni numero 6, ed è uno dei più importanti in Bari; presenta due facciate uguali, scandite lateralmente da due finte torri che delimitano un registro interno coronato da un cornicione con mensole; particolare è la fascia di piastrelle in ceramica a motivo floreale verde e rosso che corre lungo la parete centrale al di sotto delle bifore dell’ultimo piano. Palazzo Isolato del 1912 è compreso tra via De Giosa, via Cardassi, via Bozzi, e via Imbriani. L’edificio ha quattro piani e il corpo centrale sul prospetto di via De Giosa si caratterizza per la presenza di quattro paraste terminanti con teste di meduse.

La facciata elabora una sintesi di equilibri tra gli elementi verticali delle paraste e delle finestre allungate, e quelli orizzontali del cornicione, delle balconate e dello zoccolo in pietra al piano terra. Il palazzo di via Tanzi numero 26 fu commissionato nel 1912 dal gen. Galati e progettato dall’architetto Saverio Dioguardi. La villa nasceva come residenza di periferia e il progetto originario prevedeva un piano terra e un primo piano. Gli attuali proprietari che lo acquistarono nel 1947 realizzarono la sopraelevazione di due piani; delicati elementi decorativi a volute con soggetti floreali caratterizzano i parapetti in cemento della balconata e le eleganti ringhiere in ferro battuto. Palazzo Clemente in piazza Umberto 21-23 fu commissionato dal dott. cav. Giovanni Clemente nel 1912, su progetto dell’ingegnere Orazio Santalucia. Fasce decorative orizzontali corrono lungo le aperture dei balconi, intervallate da testine femminili al primo piano e da mascheroni al secondo livello. Palazzo Dioguardi fu progettato dall’architetto Saverio Dioguardi nel 1913-14, su commissione di Nicola Dioguardi; è ubicato in via Crisanzio 97, angolo via Visconti. Caratteristiche del prospetto sono l’eleganza del dettaglio e la coerenza formale impostata sull’andamento ritmico degli elementi decorativi in stucco; particolare è il dettaglio del portone inserito all’interno di un semicerchio sormontato in alto dalla testa di un leone. Su commissione di Antonio Radicchio è stato costruito nel 1915-16 il palazzo di via Argiro, su progetto dell’ingegnere Michele De Vincentiis. Gli equilibri formali si impostano sull’incrocio delle paraste del registro centrale, e sulla orizzontalità delle lunghe balconate che si caratterizzano per i disegni fitomorfici del ferro battuto. Palazzo Atti è sito in Corso Cavour n°24 ed è stato progettato dall’ing. Ettore Patrono tra il 1915-16. Si tratta di un edificio piuttosto monumentale; il prospetto si caratterizza per l’eleganza del portone incorniciato da due colonne che poggiano su alti piedistalli; i capitelli compositi sostengono una trabeazione che poggia anche su tre piccole mensole, sulla quale si imposta il balcone centrale del primo livello che segue una leggera curvatura e termina nelle parti laterali con due statue in posizione seduta che non sono presenti nel progetto iniziale. Palazzo Sbisà sempre in Corso Cavour 127, con angolo in via Dante è stato progettato su commissione di Giacomo Sbisà nel 1907 ed è uno dei primi costruiti in Bari. Anche qui la presenza di paraste interrompono la continuità dei marcapiani. Sul prospetto lungo la parete del primo piano corre una fila di piastrelle quadrate in ceramica. Al 1912 risale invece, l’edificio di via Sparano 99, che fu costruito su un preesistente edificio del 1880 con primo piano e piano terra. Oggi il palazzo è di quattro piani e si presenta con un’architettura molto semplice, suddiviso in tre parti con corpo centrale più stretto delimitato dalle lunghe paraste che sporgono dal parapetto e interrompono il ritmo delle mensole. I balconi presentano ringhiere in ghisa molto semplici e trabeazioni elaborate. In via Calafati n°396 angolo via Ravanas si trova il palazzo commissionato da Raffaele e Giuseppe Garibaldi, su progetto di Tommaso Barile del 1916. Al progetto originale su due livelli si aggiunse un terzo piano. Anche in questo caso si tratta di un’architettura molto semplice impostata sulla essenzialità della forma e sul rigore degli elementi decorativi. L’edificio in via Tunisi 7, angolo via Mola fu progettato nel 1915-16 da Tommaso Barile su commissione di Domenico Danese; il portone del prospetto principale è inserito all’interno di un profilo di cemento squadrato, sormontato da un suggestivo mascherone. Due lunghe lesene corrono per tutta l’estensione del prospetto tagliando la superficie in tre e delimitando la zona centrale. In via Imbriani 56, angolo via Bozzi è sito il palazzo costruito tra gli anni 18 e 20 del Novecento, su committenza di Vito Luigi Alberotanza; lunghe paraste suddividono l’edificio in cinque parti, di cui le esterne risultano più piccole.

La facciata si compone di finestre e balconi che si susseguono in un ritmo alternato di sequenze che si combinano nei diversi livelli dell’edificio. Il palazzo di via Tunisi 1, angolo via Emanuele Mola, datato 1920 si caratterizza per il suo portone con volto di donna centrale e margherite laterali e una ghirlanda con fiocchi sostenuta da due piccole figure che sorreggono lo stemma centrale con la datazione in numero romano. In via De Rossi 221, angolo via Crisanzio è ubicato un palazzo monumentale progettato dall’architetto Miraglia nel 1921; imponenti paraste, di cui due angolari, suddividono la facciata in tre parti, sottolineando le dimensioni di quella centrale che alterna un ritmo consecutivo di finestre e balconi. Palazzo Chimienti in via Marchese di Montone 98 è stato progettato nel 1921 dall’ingegnere Pasquale Lo Foco; si sviluppa su tre livelli e presenta una certa sobrietà nell’impianto generale. Il palazzo sito in Corso Vittorio Emanuele 78 si caratterizza per le decorazioni del portone sulle cui ante sono incise ghirlande di fiori e due mascheroni che occhieggiano ostentando una smorfia con la lingua. Villa Ombrosa in via Alcide De Gasperi 389 fu commissionata da Luigi Colonna nei primi anni del 1900; ancora oggi, si conserva un ampio arco ellittico sull’ imponente ingresso che presenta due leoni ai lati. Villa Anelli in via Alcide De Gasperi 354 presenta una importante recinzione la cui cancellata si evidenzia per la presenza di pilastri in cemento sormontati da teste di caprone simbolo del diavolo che custodisce la casa dai malevoli; gli altri pilastri che cadenzano il ritmo della cancellata, presentano capitelli decorati a motivo floreale con foglie e rose. Una menzione particolare va dedicata al Kursaal Santalucia, e al Teatro Margherita. Il Kursaal fu commissionato tra il 1924-27 dalla famiglia Santalucia e progettato dall’ingegnere Orazio Santalucia. Dal 1927 viene adibito a locale per la proiezione cinematografica, teatro, bar, ristorante, sale congressi e abitazioni. Il 15 giugno 1955 fu ampliata la sala cinematografica, mentre al 1988 risale il restauro dell’architetto Paolo Portoghesi. L’impianto presenta un corpo centrale scandito da grandi vetrate e da importanti decorazioni inserite negli spazi tra gli arconi delle vetrate. All’interno si possono ammirare dipinti di Mario Prayer. Infine, il Teatro Margherita sito in Piazza IV novembre fu progettato dall’ingegnere Francesco De Giglio tra il 1912-14, e fu commissionato dalla Società Anonima Pubblici Divertimenti Orfeo di Bari. L’incendio del 22 luglio 1911 distrusse il complesso iniziale del 1893 denominato Eden Margherita, destinato allo svago e alla ristorazione, e collegato da un ponte alla terraferma. Fu inaugurato il 22 agosto 1914 con il nome Kursaal Margherita, in onore della moglie di re Umberto I di Savoia, e alla committenza fu concesso il tratto di costa dove sorgeva appunto, il nuovo teatro. Il teatro fu costruito nel mare poggiato su palafitte e si sviluppava su una superficie di 3500 metri quadrati. Fu salotto della Bari bene, e dal ’43 fu punto di smistamento per le truppe americane; nel ’46 fu ripristinato a seguito dei danni riportati per lo scoppio di una nave americana. Con lo scadere della concessione il Teatro fu acquistato dallo Stato, e ha cessato così, di essere luogo di rappresentazione. La struttura si presenta con un ricco apparato decorativo e si caratterizza per la presenza di un ampio arco a vetrata affiancato da due alti pinnacoli. La cupola è ottagonale con lucernario di chiusura.

 
Antonella Colaninno

(Foto di Gianni Porcellini)

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Società Ceramica Colonnata http://www.italialiberty.it/societa-ceramica-colonnata/ http://www.italialiberty.it/societa-ceramica-colonnata/#comments Fri, 17 Oct 2014 20:50:40 +0000 http://www.italialiberty.it/?p=5222 La Società Ceramica Colonnata, costituita intorno al 18 […]

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La Società Ceramica Colonnata, costituita intorno al 1891, fu la prima fabbrica di ceramiche impiantata a Sesto Fiorentino dopo la Manifattura Ginori. I fondatori dell’azienda ritennero di poter trovare spazi di mercato producendo maioliche ispirate a modelli rinascimentali. Alcune della maggiori manifatture dell’area fiorentina, dalla Cantagalli alla Salvini, alla Manifattura di Signa, producevano in quegli anni oggetti ispirati ad opere e stili di epoche passate. Il gusto per la riproduzione di opere rinascimentali era una tendenza affermatasi verso la metà dell’800 e la stessa Manifattura Ginori aveva ottenuto fama e successi commerciali in Italia e a livello internazionale, non solo per la raffinatezza delle sue porcellane, ma anche per la bellezza delle riproduzioni di opere robbiane e per la perfezione delle decorazioni a raffaellesche. Negli ultimi anni dell’800 tuttavia la fabbrica di Doccia, in piena espansione industriale, aveva progressivamente ridotto la produzione più squisitamente artigianale, ed in particolare quella di maioliche artistiche, aprendo di fatto spazi di mercato per aziende di piccole dimensioni. La Colonnata si affermò subito per la qualità della sua produzione ottenendo nel 1893 la medaglia d’oro alla World’s Columbian Exposition di Chicago. Il successo d’immagine ebbe immediate ricadute positive sul piano commerciale e produttivo tanto da consentire all’azienda di occupare nel 1896 circa 20 persone. Elemento determinante per lo sviluppo dell’azienda fu la professionalità dei proprietari e dei lavoratori. Nel 1898 risultavano proprietari della Società Ceramica Colonnata: Vittorio Bucherelli, Alfredo Contini e Olimpio Zoppi (tutti e tre ex pittori della Manifattura Ginori), Ugo Ciapini, (scultore e ornatista), Aristodemo Puliti e Ugo Tacconi. I primi due, come del resto alcuni degli operai della fabbrica, avevano frequentato la Scuola di Disegno Industriale e successivamente avevano lavorato per periodi più o meno brevi nella Manifattura Ginori. Negli anni del liberty la Colonnata produsse oggetti di pregio operando una ricerca innovativa nella quale è riconoscibile l’influenza di Galileo Chini, ineludibile punto di riferimento per tutti coloro che in Italia intendevano fabbricare ceramiche ispirandosi all’Art Noveau. Anche in quel periodo tuttavia la Colonnata continuò a produrre opere ispirate a modelli rinascimentali; tale tipo di produzione costituì una costante nella storia della fabbrica, tanto che alcuni modelli rimasero ininterrottamente in catalogo per quasi trent’anni. Dagli inizi del ’900 alla prima guerra mondiale la Colonnata visse un periodo di stabilità e di relativa espansione, testimoniata dagli acquisti avvenuti tra il 1905 e il 1913 prima di “uno stabile ad uso di manifattura” e poi di alcuni terreni confinanti. Nel 1913 la fabbrica occupava 20 operai. Durante la prima guerra mondiale, in un contesto economico di grave crisi, anche la Colonnata fu costretta ad un notevole ridimensionamento; il dopoguerra e gli anni ’20 furono per l’azienda sestese un periodo di lenta ripresa; nel 1930 il numero degli occupati salì a 19 unità. Nella prima metà degli anni ’30, i proprietari della Società Ceramica Colonnata furono costretti, per motivi anagrafici, ad abbandonare il lavoro. Nel 1937 la fabbrica fu acquistata dall’appena costituita Arte Ceramica Italiana, ribattezzata poi nel 1939 “Arte Ceramica Italiana – La Colonnata” per sottolineare la continuità con una storia produttiva che era diventata ormai parte della tradizione ceramica sestese.
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