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Ernesto Bazzaro

Ernesto Bazzaro

ERNESTO BAZZARO
(1859 – 1937)

 

Nacque a Milano nel 1859. Nel 1875 si iscrisse all’Accademia di Brera, dove frequentò corsi di scultura e ornato sotto la guida di Antonio Borghi. La formazione accademica garantì a B. un’ottima conoscenza dei modelli storici e gli donò una particolare sensibilità per le forme solide tipiche dell’arte del passato; una lezione di fondamentale importanza anche per il suo futuro professionale, spesso caratterizzato dal riferimento ad autorevoli opere di grandi maestri. Accanto alla formazione accademica, B. accostò un sincero interesse per le ultime tendenze allora all’opera in Italia e all’estero. Già negli anni di studio ebbe modo di avvicinarsi ad altri artisti come Leonardo Bistolfi e Gaetano Previati e ad alcuni circoli d’avanguardia come la Famiglia Artistica e la Società Permanente. Il gusto romantico di Sordello da Goito – con il quale B. vinse il concorso Luigi Canonica nel 1881 – lasciò presto spazio a suggestioni della Scapigliatura milanese evidente nell’uso di superfici dai contorni sfumati e dal senso di immediatezza che permea i soggetti.

Fondamentale nella svolta di B. il ruolo di Giuseppe Grandi. I due si conobbero in occasione del concorso per il monumento a Giuseppe Garibaldi da realizzare a Monza (1883). B. vinse il concorso proprio grazie all’entusiastico sostegno di Grandi, le cui teorie aiutarono lo scultore a lasciarsi definitivamente alle spalle l’eredità del Romanticismo.

L’influenza di Grandi è evidente in sculture come La Madre, la cui novità in termini di tecnica e concezione sollevò numerose polemiche al tempo. Opere come Esaurimento, La Vedova, Lettrice, Trovatella e Invalido mostrano un’ulteriore evoluzione nello stile di B., che negli anni Novanta dell’Ottocento iniziò a distaccarsi anche dalla lezione della Scapigliatura in favore di un approccio verista – arricchito tuttavia da una forte caratterizzazione psicologica ed emotiva dei soggetti. Riteneva che la scultura debba sempre attenersi al vero e per questo non si distaccò mai del tutto dai canoni veristi; fu però in grado di integrarvi suggestioni simboliste e di combinare l’accuratezza anatomica con pose plastiche dai potenti effetti drammatici.

A cavallo tra Ottocento e Novecento B. era ormai un professionista affermato e molti imprenditori locali si rivolsero a lui per realizzazioni cimiteriali: da qui l’intensa attività di B. presso il cimitero monumentale di Milano, tra cui si ricordano la tomba Branca (1897), la tomba Castiglioni (1898), la tomba Squadrelli (1910-11) e la tomba Crespi (1913).

  1. lavorò inoltre con Giuseppe Sommaruga e acquisì molta notorietà a Milano dopo lo scandalo delle due sculture realizzate per l’ingresso di Palazzo Castiglioni – Corso Venezia, Milano, 1903. Le statue vennero rimosse pochi giorni dopo l’inaugurazione dell’edificio a causa della loro eccessiva nudità e sono oggi collocate sul fianco di villa Faccanoni – oggi clinica Columbus –, realizzata da alcuni anni dopo da Sommaruga. Il carattere monumentale dell’opera di B. così come le pose sinuose dei soggetti, reminescenti delle curve del Liberty, creano una felice sintesi di scultura e architettura. Nel 1917 B. organizzò una mostra personale alla Galleria Centrale d’Arte di Milano.

 

Testo di Federica Mentasti © A. Speziali, Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del Liberty, Cartacanta, Forlì 2017.

 

 

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