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Emilio Giorgi

Emilio Giorgi

EMILIO GIORGI

(1873 – 1944)

 

Al momento non vi è una biografia sull’autore. Puoi contribuire al progetto scientifico contattandoci via mail all’indirizzo info@italialiberty.it

Nella seduta del 4 ottobre 1905 la Società per l’erezione di un Teatro sociale in Finale Emilia deliberò di costruire il teatro e di eleggere un comitato esecutivo che in seguito ne affidò la progettazione allo Studio di ingegneria e architettura Giorgi e Rognoni di Modena. II luogo fu stabilito in un’ampia area di fronte all’antica Rocca quasi dilim­ petto al distrutto teatro settecentesco (di cui rimane ancora oggi solo la facciata). I la­ vori iniziarono nel 1907 per terminare nel 1910: il 19 ottobre 1910 il teatro venne inaugurato con la Manon di Puccini.
II progetto di Emilio Giorgi, immediatamente contestato dalla committenza, anche se poi realizzato, proponeva una sala a tipologia mista, di compromesso fra la tradizione italiana, soprattutto emiliana, del teatro a palchetti, e l’innovazione proveniente dal­ l’Europa, “alla francese”, delle balconate continue, in ossequio non solo alla moda d’ol­ tralpe, ma alle rinnovate esigenze sociali.
Così il Giorgi, nell ‘aprile 1907, rispondeva agli appunti mossi al progetto dalla com­ mittenza: “Veniva suggerito di ridurreJe balconate della prima fila, aumentando in corrispondenza il numero dei palchi … E vero che tale soluzione fu usata e numerosi sono gli esempi, specialmente in teatri costruiti da qualche diecina d’anni…”, ma la soluzione “antica” porterebbe a un aumento di spesa tale da non essere certo compen­ sato dalla vendita di due palchi in più. II progetto “alla moderna” sarebbe quindi più economico, oltre che socialmente più “giusto”. Prosegue il Giorgi: “Così come ognu­ no può vedere bene lo spettacolo, può anche vedere bene ogni spettatore e non è un pregio piccolo se si pensa che un ritorno è tanto più geniale quanto più in esso è palese il sentimento di unione tra le persone che il desiderio di divertirsi per un momento raccoglie. Crediamo che per tal concetto siano a condannarsi i teatri di vecchio tipo in cui ogni palchetto costituisce una specie di fortino con gli spettatori disposti a siste­ ma cellulare . In un teatro moderno, arioso, elegante, la sala non è sempre spettacolo inferiore a quello svolto sulla scena”.
Attualmente il teatro, malridotto per l’uso incongruo a cinema e per l’abbandono di questi ultimi anni, sarebbe ancora agibile e rispondente alle esigenze degli spettacoli teatrali di oggi. La facciata a tre corpi, di cui i due laterali più bassi e leggermente ag­ gettanti, presenta come unica aggettivazione liberty fastigi leggermente ricurvi.

Contenuto tratto da: M. Pace Marzocchi, G. pesci, V. Vancelli, “Liberty in Emilia”, Artioli stampatore, 1988.; A. Speziali, “Romagna Liberty”, Maggioli editore, 2012.

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