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Edoardo Rubino

Edoardo Rubino

EDOARDO RUBINO
(1871 – 1954)

Studia all’Accademia Albertina di Torino, tra il 1886 e il 1889 ai corsi serali di plastica ornamentale di Luigi Belli, e tra il 1888 e il 1891 al corso superiore di scultura di Odoar­do Tabacchi; di umili origini, si mantiene agli studi facendo lo scalpellino, l’intagliatore del legno, “fabbricando e vendendo i ferri del mestiere” (Berresford 2008, p. 78), lavoran­do da “operaio per parecchio tempo” (Ri­naudo, cit. ivi), o forse solo per un semestre, presso lo studio di Bistolfi: nel 1896 tradurrà in acquaforte il disegno de La bellezza della morte, il monumento della tomba Grandis, pubblicata su “La Triennale”. Dal 1891 e fino al 1902 è presente con continuità alle mo­stre della Società Promotrice torinese espo­nendo plastica di minor formato e contigua a realizzazioni di arte applicata all’industria, targhe, medaglie, placchette. Ampio soste­gno verrà dato a tale produzione dalla rivi­sta “L’Arte decorativa moderna” che a corre­do di un articolo di Thovez, pubblicherà una ampia panoramica del suo lavoro, e Thovez suggerirà come utile indicazione di lettura, per la “delicatezza della forma” e la “squi­sitezza della modellazione”, l’orientamento verso la scultura francese di Roty, Chaplain, Dupuy, Vernon, Yencesse, Charpantier (Tho­vez 1902, p. 194). Le sue prime commissioni monumentali sono sculture a destinazione effimera: i gruppi allegorici in cemento per la fontana monumentale eseguita in occa­sione della Mostra Nazionale di Torino del 1898; e ancora, per la Prima Esposizione d’Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902, la Danza, che ebbe immediato succes­so in repliche di formato ridotto e di cui è in mostra il bronzo della Galleria d’Arte Moder­na e Contemporanea di Torino (cfr. D.P., in Eclettismo e Liberty a Torino 1989, p. 190). Altre due figure allegoriche, la Pittura e la Scultura per il prospetto del palazzo delle Belle Arti saranno poste in opera dorate, at­tutendo l’effetto naturalistico del panneggio sul corpo nudo, che assume l’aspetto di su­perficie increspata, come di stoffa bagnata, in un’idea che esprime a un tempo il recu­pero dall’antico e l’intento di seduzione de­corativa e floreale. Nel bozzetto presentato per la tomba-monumento al ministro della Marina Brin – il concorso venne poi vinto da Reduzzi – mostra di assorbire l’influsso della scultura ‘ideista’ di Bistolfi. Dopo tale prova fallita rientrerà nell’alveo di una elegante e raffinata trattazione accademica, che, nel periodo più strettamente in relazione con la diffusione degli stilemi modernisti, offre esiti maturi, che implicheranno il confronto con il simbolismo plastico rodiniano nell’al­torilievo La Fiamma alla Biennale veneziana del 1905. La estesa collaborazione e l’intesa con l’architetto Giulio Casanova, in vari pro­getti di decorazione, rappresenta un felice momento di sintesi tra pienezza formale e sottigliezza raffinata della decorazione: ne sono esempio gli altorilievi in bronzo con putti tra canestri di frutta, fiori e tralci di vite, allegorie delle stagioni, per la facciata della Confetteria Baratti & Milano di Torino, di cui si espongono in mostra due gessi (cat. 17, 18) (cfr. G. Auneddu, in Eclettismo e Liberty a Torino 1989, p. 144; M. Tomiato, in Gypsum silente 2008, n. 9, p. 122).

BIBLIOGRAFIA: E. Thovez, Placchette, meda­glie, monumenti di Edoardo Rubino, in “L’Arte decorativa moderna”, a. II, n. 7, pp. 193 sgg.; D. Pescarmona, Edoardo Rubino: dalla fortuna del Liberty al successo dell’Accademia, in Eclettismo e Liberty a Torino. Giulio Casanova, Edoardo Ru­bino, a cura di F. Dalmasso, catalogo della mo­stra (Torino, Accademia Albertina di Belle Arti), Il Quadrante, Torino 1989, pp. 89-110; S. Berresford, Edoardo Rubino e il Laboratorio Luciano: storia di una collaborazione, in Gypsum silente. 35 scul­ture dallo studio di Edoardo Rubino, a cura di A. Audoli, S. Berresford, M. Tomiato, catalogo della mostra (Torino, La Bottega di San Luca – Benap­pi), La Bottega di San Luca, Benappi – Antichità Sibona, Torino 2008, pp. 75-91. Testo tratto dalla monografia: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012.

Monica Vinardi

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