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Duilio Cambellotti

Duilio Cambellotti

DUILIO CAMBELLOTTI
(1876 – 1960)

Personalità poliedrica – pittore, scultore, illustratore, scenografo e costumista –, si pone tra le figure più significative nel pano­rama delle arti decorative dei primi decenni del Novecento. Intrapresa un’attività come cartellonista, si dedica alla progettazione di lampade e oggetti d’arredo. Nel 1898 parte­cipa alla mostra della Società Promotrice di Belle Arti di Torino, conosce l’architetto D’A­ronco e nel 1899 lo segue a Costantinopoli. Con l’inizio del secolo inizia la sua collabora­zione come illustratore per giornali e riviste: l’“Italia ride” a Bologna, il “Fantasio” a Roma, l’“Avanti della Domenica”, supplemento del quotidiano “Avanti!” al quale contribuivano giovani artisti quali Boccioni, Severini, Siro­ni, e “Novissima. Albo d’arti e lettere”, alla quale collaboravano le firme più prestigio­se dell’epoca (Croce, Pascoli, D’Annunzio) e gli artisti più affermati (Balla, Casorati, De Carolis, Sartorio, Dudovich). Professore di ornato nell’Istituto d’Arte di Roma nel 1908, con un gruppo di intellettuali e artisti rea­lizza per “Novissima” una nuova rivista, “La casa. Estetica, decoro e governo dell’abita­zione moderna”, con la quale si rivolge a un pubblico più vasto e popolare. Nel 1910 vince il concorso per il manifesto dell’Esposizione Internazionale di Roma per il Cinquantesi­mo dell’Unità d’Italia, per la quale progetta la “Capanna dell’Agro”, decorata da pitture di Giacomo Balla, e destinata ad accogliere la Mostra delle Scuole dell’Agro romano e le attività correlate, nelle quali si coinvolge personalmente, eseguendo affreschi, tem­pere e ceramiche decorative nelle scuole di Casal delle Palme, Torre di Fuori, Scauri e Torre Spaccata. Nella sua produzione di mo­bili, ceramiche, vetrate, medaglie o gioielli, l’ornamento è ridotto al minimo e si coniu­ga felicemente con la funzione dell’oggetto. Come evidenziano in mostra la Fontanina dei boccali (1910-1914, cat. 163) o la vetrata La fata, per la Casina delle Civette di Villa Torlo­nia (1921, cat. 165), Cambellotti tende a una sintesi strutturale, con esiti di coerenza pro­gettuale che lo eleggono a “figura chiave” dell’esperienza modernista in Italia.

BIBLIOGRAFIA: I. De Guttry, M.P. Maino, G. Rai­mondi, Duilio Cambellotti: arredi e decorazioni, Bari 2000; F. Tetro (a cura di), Il Museo Duilio Cambellotti a Latina: opere scelte dalla collezio­ne, Roma 2002; Duilio Cambellotti ceramista, ca­talogo della mostra (Torino, Terre d’Arte), Torino 2008. Testo tratto da: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

Giulio Sommariva

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