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Domenico Baccarini

Domenico Baccarini

Di on mar 4, 2018 in Artisti | 1 commento

DOMENICO BACCARINI
(1882 – 1907)

 

Nacque a Faenza nel 1882 da un ciabattino e da una casalinga. B. ebbe modo di frequentare la Scuola d’Arte e Mestieri grazie all’intercessione del collezionista Lorenzo Landi, che notò una precoce inclinazione del ragazzo per le discipline artistiche. B. si distinse poi tra i migliori allievi della scuola e negli anni della formazione si esercitò nelle più svariate discipline artistiche: disegno, arti plastiche, incisione, ceramica. Riunì inoltre attorno a sé un gruppo di artisti noto come “cenacolo” e tra i quali si ricordano Ercole Drei, Domenico Rambelli, Francesco Nonni, Giovanni Guerrini e Giuseppe Ugonia.

Nel 1901 B. vinse una borsa di studio per studiare all’Accademia di Belle Arti di Firenze; problemi di salute gli impedirono di completare la sua formazione ma l’esperienza fiorentina fu comunque preziosa per B. per via dei contatti stretti con altri artisti – Giovanni Costetti, Adolfo De Carolis, Raoul Dal Molin Ferenzona, Gino Severini, Giuseppe Veniere, Lorenzo Viani.

La salute cagionevole fu uno spettro perenne nella vita di B: tubercolotico, indagò spesso la sua inquietudine personale in una serie di autoritratti dal carattere introspettivo. Un’altra problematica ricorrente nella vita dell’artista fu la scarsa disponibilità economica. Per mantenersi, negli anni tra il 1900 e il 1903, si trovò a lavorare in alcune fabbriche di ceramica di Faenza – Fratelli Minardi e nelle Fabbriche Riunite della Ceramica – che proprio in quegli anni iniziavano ad accostare alla produzione di gusto ottocentesco anche motivi Liberty. Ebbe occasione di visitare l’Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Torino (1902) e la V Biennale Internazionale di Venezia, due tappe di fondamentale importanza per conoscere il linguaggio modernista ed entrare in contatto con gli sviluppi artistici internazionali. Fu grazie a tali esperienze che lo stile di B. iniziò a distaccarsi dal crudo verismo ottocentesco, aprendosi alle novità grafiche e simboliste provenienti dall’estero.

Negli stessi anni conobbe Elisabetta Santolini, detta Bitta, sua amante e musa ispiratrice di molte delle opere successive. Nel 1903, B. fuggì con lei a Roma e l’anno successivo, nella capitale la coppia ebbe una figlia, Maria Teresa. Durante il soggiorno romano B. lavorò come vignettista per il giornale La Patria, con il quale riuscì perfino ad organizzare una piccola mostra personale presso la redazione. Ebbe inoltre importanti contatti con l’artista Giovanni Prini, che lo introdusse ad altri colleghi tra cui Umberto Boccioni e Giacomo Balla.

Particolarmente significativa tra e opere di B. Sensazioni dell’Anima (1903), una scultura in gesso dove l’artista si confronta con uno dei temi centrali della sua opera in una commistione tra Simbolismo, Verismo e Liberty. Tornò a Faenza nel 1905 e riprese a lavorare con la fabbrica dei fratelli Minardi. Alcuni dei suoi disegni e modelli vennero esposti alla VI Biennale di Venezia (1905). Gli apprezzamenti ricevuti in tale occasione gli valsero la partecipazione all’Esposizione d’Arte organizzata a Milano nel 1906 in concomitanza con l’Esposizione del Sempione.

Del 1905/06 sono le ultime opere di B: illustrazioni per le novelle dello scrittore Antonio Beltramelli e delle cartoline raffiguranti il lavoro nei campi per la Casa del Pane, un istituto di beneficienza di Roma. Morì di tubercolosi nel gennaio del 1907 a soli venticinque anni.

Testo di Federica Mentasti © A. Speziali, Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del Liberty, Cartacanta, Forlì 2017.

 

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    1 Commento

  1. Richiesto! Grazie

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