Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!
Menu Navigazione
Davide Calandra

Davide Calandra

Di on gen 6, 2019 in Artisti | 0 commenti

DAVIDE CALANDRA
(1856 – 1915)

 

David_CalandraProveniente da famiglia agiata, nel 1875 si trasferisce a Torino per frequentare l’Accademia Albertina, ove studia sotto la guida di Gamba e di Odoardo Tabacchi. Nel 1880 intraprende una regolare attività espositiva, presentando anche alcuni suoi lavori sia alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti che al Circolo degli Artisti di Torino.
Al 1881 risale il soggiorno parigino con il fratello Edoardo e la realizzazione della sua prima scultura sacra, “Angelus Domini”. Scultore in realtà di impostazione verista, coltiva un forte interesse per la storia tardo-medievale, in particolar modo quella legata al mondo sabaudo-piemontese.
Nel 1884 entra a far parte del Comitato ordinatore dell’Esposizione Generale Italiana di Torino. Nel 1886 espone un bronzetto del 1881, intitolato 1809, alla Mostra della Società Permanente di Milano; l’opera viene poi acquistata dal Comune.
Dal 1893 al 1912 è membro della Giunta Superiore delle Belle Arti in Roma, e nello stesso 1912 è nominato Presidente della Società Piemontese di Archeologia e delle Belle Arti.
Tra le sua produzione artistica monumentale sono da ricordare: diversi “monumenti a Garibaldi” (Milano, 1885; Parma, 1893; Napoli, 1895), il “monumento ad Amedeo Duca d’Aosta” (1902) a Torino, “due monumenti ad Umberto I” (Ivrea; 1906-1926, Roma, terminato da Edoardo Rubino), quello a “Zanardelli” (1909) a Brescia, quello a “Ugo Foscolo” a Firenze e quello al “Generale Mitre” in Buenos Aires (1908-1927 in collaborazione con Edoardo Rubino). Realizza dei “gruppi colossali” per il Monumento a Vittorio Emanuele II a Roma e per la Camera dei Deputati il rilievo con la “Glorificazione di Casa Savoia” (1915-1918) e il “Busto di Vittorio Emanuele II” (1915).
Calandra si ricorda anche come ritrattista, autore di busti e di opere di genere e medaglista per il Regno d’Italia (nel 1908 realizza le monete d’argento da 1, 2 e 5 lire con la testa di Vittorio Emanuele III nel recto e Minerva su una quadriga come personificazione dell’Italia nel verso).
Assieme a Enrico Bonicelli, nel 1919 è autore, del progetto architettonico del palazzo espositivo della Società Promotrice di Belle Arti a Torino.
Nella “Gipsoteca Davide Calandra” a Savigliano è conservata gran parte della sua opera compresi i bozzetti in gesso della notevole produzione funeraria, dislocata prevalentemente nei cimiteri dell’area piemontese; è presente anche a Buenos Aires con il “Monumento Cucullo” del 1913.
Tra il 1906 e il 1915 soggiorna in Versilia lavorando presso i Laboratori Bazzicchi, Luciano e Ettore Salvatori di Querceta.
Nel 2002 viene allestita presso il Museo dei Bozzetti a Pietrasanta “Opere monumentali di Rubino e Calandra”, mostra dedicata alle sue opere e a quelle di Edoardo Rubino.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>