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Cesare Saccaggi

Cesare Saccaggi

Di on ott 14, 2018 in Artisti | 0 commenti

CESARE SACCAGGI
(1868 – 1934)

Cesare Saccaggi frequenta l’Accademia Al­bertina di Torino tra il 1884 e il 1890: suoi in­segnanti alla Scuola di Pittura sono Andrea Gastaldi, Pier Celestino Gilardi e dal 1889 Giacomo Grosso. In possesso di una tecni­ca virtuosa, diverrà, proprio sull’esempio di Grosso, acclamato ritrattista. Poliedrico ed eclettico nel dar figura alla multivocità cul­turale che animava la Torino di fine secolo, diede vita a preziose ricostruzioni d’ambien­te ricorrendo a repertori stilistici volta a volta affinati sul modello storico di riferimento in­terpretando il revivalismo delle mode inter­nazionali, dalla pittura neo-pompeiana alla Alma Tadema, al Preraffaellismo inglese, al neo-seicentismo di Meissonier al neo-sette­centismo di Fortuny. Se tale perizia rievocativa derivava anche dalle ricostruzioni storiche in stile neo-tro­badour che avevano caratterizzato la cultu­ra torinese dell’ultimo quarto del secolo, cul­minate con l’erezione del villaggio medioe­vale per l’Esposizione del 1884, il soggiorno di studio a Roma compiuto nel 1890 lo aveva messo in contatto con l’ambiente della “Cro­naca Bizantina”, con Nino Costa, Sartorio, e il modello estetico letterario di D’Annunzio. Dopo una fase verista culminata a metà anni novanta, priva tuttavia di un’intenzione di denuncia sociale, ma improntata al risalto psicologico e patetico della figura appar­tenente al modello letterario della novella e del romanzo, Saccaggi nel 1898 – anno in cui a Torino si apriva un importante dibatti­to sul Simbolismo – virava verso mitologie pagane e simbolismi floreali, a volte espressi con manierato estetismo; capolavoro di tale evoluzione simbolista è La vetta qui espo­sta (cat. 188) (cfr. M. Galli, in Saccaggi. Tra Eros e Pan 2008, n. 48, pp. 172-173). Sempre nel 1898 è tra i promotori del Gran Veglione degli Artisti per il Carnevale, intitolato Ireos, e vi interviene indossando un “abito preraf­faellita di stoffa Liberty”. Nel 1900 parte per Parigi per partecipare alla Esposizione Uni­versale, e lì esporrà tra il 1903 e il 1905 a tre successivi Salon, collaborando con la casa Goupil con acquerelli, pittura da réclame e calendari. Ha infatti al suo arco anche una feconda produzione di illustratore di mani­festi, calendari, menù, programmi di sala, denotando sintonie di scelte con G. B. Car­panetto, nell’iniziale adozione della formula di Chéret e accogliendo poi suggestioni da Mucha.

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Bibliografia: Saccaggi. Tra Eros e Pan, a cura di M. Galli, M. Bonadeo, L. Giachero, catalogo della mo­stra (Tortona, Palazzo Guidobono, 2008-2009), Umberto Allemandi & C., Torino 2008. Testo tratto da: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

Monica Vinardi

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