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Carlo Zen

Carlo Zen

Di on mar 8, 2018 in Artisti | 0 commenti

CARLO ZEN
(1851 – 1918)

 

Nacque a Verona ma la sua fama è legata a Milano, dove diresse una fabbrica di mobili a partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento. Zara e Zen esordì alla mostra di Milano del 1881 e conobbe una notevole espansione nel corso degli anni. Dopo inizi eclettici, con l’integrazione di elementi moreschi e orientaleggianti, Z. si distinse all’esposizione internazionale di Torino del 1898, dove presentò una stanza in stile floreale che anticipava i motivi tipici del Liberty. Da questo momento in avanti la produzione di Z. virò in maniera netta verso motivi Art Nouveau, che costituirono la parte centrale della sua produzione di inizio Novecento. Cambiato nome in Carlo Zen, la ditta arrivò a contare fino a 200 operai e conobbe una notevole fortuna presso pubblico e critica grazie alla buona qualità costruttiva dei mobili e a prezzi competitivi. I profili snelli e filiformi arricchiti da decorazioni floreali si ispiravano chiaramente alle contemporanee esperienze europee, riprendendone i dettagli estetici più appariscenti; l’innovativa ricerca stilistica non fu però accompagnata da significativi cambiamenti nella struttura e nella composizione tradizionali, limitandosi quindi ad assecondare la moda del Liberty solo nei suoi aspetti estetici. Tuttavia la capacità di combinare le complesse curvature tipiche dell’Art Nouveau con il rigore formale e la ricercatezza di materiali dell’ebanisteria tradizionale, giocò un ruolo di primo piano nella divulgazione del nuovo stile in Italia. Z. partecipò con successo anche all’esposizione di Parigi (1900) e a quella di Torino (1902), dove poté confrontarsi direttamente con altri importanti ebanisti italiani tra cui Eugenio Quarti e Carlo Bugatti. Nel 1905 trasferì la fabbrica in una nuova sede cambiandone il nome in Fabbrica Italiana di Mobili. Con questo nuovo appellativo partecipò alla Mostra del Sempione di Milano (1906) dove, sulla scia della Secessione, si presentò con mobili dai caratteri più geometrici e dalla decorazione più sobria e contenuta. Z. contribuì all’allestimento di oltre venti ambienti e per il salone centrale si trovò a collaborare con alcuni dei principali protagonisti della stagione artistica contemporanea tra cui Galileo Chini, Alessandro Mazzuccotelli e Giuseppe Sommaruga.

Testo di Federica Mentasti © A. Speziali, Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del Liberty, Cartacanta, Forlì 2017.

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