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Carlo Cressini

Carlo Cressini

CARLO CRESSINI
(1864 – 1938)

Nacque a Genova il 3 nov. 1864 da Daniele e da Fanny Lavidge. Nel 1880 si iscrisse all’Accademia milanese di Brera. In seguito venne presentato dallo scultore E. Tabacchi a G. Gamba, professore dell’Accademia Albertina di Torino (Arano, 1921, p. 8), che frequentò contemporaneamente alla facoltà di matematica. L’indirizzo dei suoi studi universitari influì certamente sulla formazione della sua rigorosa tecnica pittorica (R. Di Valverde, 1922, pp. 200 s.). Tornato a Milano, vi si stabilì, rimanendo sempre legato all’Accademia milanese, di cui fu consigliere accademico dal 1895 al 1898, dal 1900 al 1902, dal 1904 al 1906 e negli anni 1911, 1914, 1916, 1919, 1921, 1924 ne fu, inoltre, socio onorario nel 1907, 1909 e 1910 (Milano, Arch. d. Accad. di belle arti di Brera).

All’esposizione di Torino del 1884, la prima mostra in cui sia accertata la sua partecipazione, presentò uno “studio dal vero” (Catal. ufficiale d. Esposizione generale ital., Divisione I, Belle Arti, Torino 1884, p. 25). Nelle successive mostre a cui partecipò, fin dalle esposizioni torinesi del 1890 (pp. 21, 25, 31 del catal.) e del 1891 (pp. 26, 29, 32 del catal.), l’interesse del C. si concentrò soprattutto sui paesaggi, ed in seguito si dedicò agli scorci montani e lacustri in cui esprimeva maggiormente l’intensità della luce.

Si ricordano a questo proposito Tramonto, presentato con molto successo alla LV Esposizione torinese della Società promotrice delle belle arti del 1896, insieme a Ghiacciaio e Orsia (pp. 20, 25, 26 del catal. C. Reynaudi, in Natura e arte, V [1896], pp. 573 ss.), e Dal col di Merjelen, uno dei suoi quadri più famosi, presentato all’Esposizione nazionale di Brera del 1910 (P. De Luca, in Emporium, XXXII [1910], pp. 282 s., 287). Il C. stesso in un’intervista del 1923, ritenendo “l’isolamento” una delle maggiori gioie, diceva di preferire il “paesaggio senza figure” (Arano, 1923, p. 10). Nel 1894 alla Triennale di Brera presentò due dipinti, di cui uno, Prime nevi, era, secondo L. Chirtani, il paesaggio più “vibrato d’effetto” dell’esposizione (Natura e arte, III [1894], p. 683). Nel 1897 partecipò alla Triennale di Milano, presentando insieme al dipinto Valle Vaglia, uno dei suoi più noti ritratti d’ambiente, Et prope et procul (L. Chirtani, in Natura e arte, VI[1897], pp. 66, 68 G. Carotti, in Emporium, VI [1897], pp. 3 s.) simile l’atmosfera del quadro Le stiratrici, che il C. presentò all’Esposizione internazionale del 1906 a Milano, insieme ad un dipinto di altro genere, Paesello grigio (pp. 114, 117 del catal.), lodato da G. Previati e da E. Longoni. Come sosteneva il C., con quest’esposizione milanese si definì l’evoluzione della sua pittura: si attuava il passaggio da una visione oggettiva ad una “sensazione tutta soggettiva” (Arano, 1923, p. 8).

Fin dal 1897 partecipò assiduamente alle Biennali di Venezia: alla XXI del 1914 presentò due dipinti (pp. 114, 121 del catal.): Tramonto e Monte Leone, una delle opere più note del C., espressione delle sue ricerche divisioniste, presenti anche nei quadri esposti alla Biennale romana del 1921: Tramonto e Alba (pp. 71 74 del catal.). Ma il suo interesse per il divisionismo, di cui si servì soprattutto allo scopo di accentuare nei paesaggi gli effetti della luce, andò via via attenuandosi. Già nelle opere presentate alla Biennale veneziana del 1922, Rompe il sole sopra l’umido mattino e Il passo (acquistato in questa occasione dalla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, ma conservato dal 1946 presso gli uffici dell’Avvocatura generale dello Stato di Roma) il C. mostrava di voler perseguire soprattutto una ricerca personale. Affermava egli stesso in proposito di non voler interpretare il paesaggio secondo formule realistico-fotografiche, né attraverso un “eccesso di vicende cromatiche artificiose”, ma che il suo intento era piuttosto “riprodurre la natura come stato d’animo” (Arano, 1923, p. 9).

Il C. si dedicò anche all’acquaforte, di cui fu un tenace sostenitore (Rocchiero, 1961 p. 36). Nel 1916 partecipò all’esposizione londinese dell’Associazione italiana degli acquafortisti e incisori, dove presentò Giardino settecentesco, Ingresso a Villa Giovio e Balaustra di Casa Visconti, dallo spiccato stile arcaizzante, che vennero definite “magnifiche elegie settecentesche” (R. Calzini. in Emporium, XLIII [1916], pp. 365, 372). Una sua acquaforte, Betulla è conservata presso la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma.

Nel 1923, alla Esposizione nazionale di belle arti di Brera, presentò il dipinto La Valle, che venne premiato con la medaglia d’oro del ministero della Pubblica Istruzione (G. Marangoni, Artisti che scompaiono, C. C., in Perseo, 1º giugno 1938). Il C. partecipò come capitano d’artiglieria, presso l’arsenale di Mantova, alla prima guerra mondiale, durante la quale perse l’unico figlio (Arano, 1921, pp. 6 s.). Morì a Milano il 13 maggio 1938.

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Non risulta che il C. abbia mai allestito una mostra personale partecipò invece a numerose esposizioni collettive, di cui, oltre a quelle già citate nel testo, si dà qui un elenco: Firenze, Esposizione di belle arti, 1896 (p. 44 del catal.) Milano, 1915:Esposizione primaverile alla permanente (C. Bozzi, in Emporium, XLI [1915], 246, p. 412) 1920:Esposizione nazionale di belle arti di Brera (R. Giolli, in Le Vie d’Italia, IV [1920], 12, p. 722 G. Marangoni, in La Cultura moderna, XXIX [1920], p. 527) 1942: IIMostra di pittura dell’Ottocento, gall. Cordusio, 10-25 gennaio Mostra artisti italiani dell’Ottocento, gall. Cordusio, 1-30 nov. Torino, 1897: LVI Esposizione d. Società promotrice delle belle arti (pp. 20,30del catal.) 1898:Esposizione nazionale (pp. 169 s. del catal.) 1911: LXX Esposizione d. Società promotrice delle belle arti (p. 24 del catal.) 1923:Quadriennale, Società promotrice delle belle arti (p. 54 del catal.) 1926:Esposizione nazionale d. Società promotrice delle belle arti (p. 26 del catal.) Venezia, 1899: III Esposizione internazionale (p. 85 del catal.) 1920:XII Esposizione internazionale (p. 34 del catal.) 1924: XIV Esposizione internazionale (p. 99 del catal.) 1926: XV Esposizione internazionale (p. 124 del catal.) 1928: XVI Esposizione internazionale (p. 54 del catal.).

Carlo Cressini

Presso la Galleria d’arte moderna di Milano si trovano tre dipinti del C.: Natura morta, del 1880 Tramonto, concesso in deposito dal re d’Italia nel 1912 Paesaggio (L. Caramel-C. Pirovano, Catal. della Galleria d’arte moderna, Opere dell’Ottocento, Milano 1975, pp. 45 s., tavv. 577 ss.).

Fonti e Bibl.: A. Melani, Italian art at the Milan exhibition, in The Studio, XXXVIII (1906), pp. 152, 155 R. Sacchetti, Paesisti d’alta montagna, in Riv. del Touring club italiano, XVIII (1912), 9, p. 492 C. Bonapace, La mostra del paesaggio a Gardone Riviera, in La Cultura moderna, XXX (1921), 3, p. 133 R. Di Valverde, C. C., ibid., XXXI (1922), 4, pp. 193-202 A. Arano, C. C., pittore, Torino 1923 C. Ratta, Acquafortisti ital., Bologna s. d. [ma 1930 c.], I, tavv. 117, 118 II, tav. 15 V. Rocchiero, Ottocento pittorico, C. C., in Liguria, 1963, febbr., pp. 34-36 Catal. Bolaffi d. pittura ital. d. Ottocento, IV, p. 126 U. Thieme-F. Becker, Künstlerlexikon, VIII, pp. 97 s. H. Vollmer, Künstlerlexikon des XX. Jahrh.s, V, p. 402 L. Servolini, Diz. illustrato d. incisori ital. , p. 227 Diz. enc. Bolaffi, IV, pp. 57 s. Testo tratto da Treccani.

 

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