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Antonio Sant’Elia

Antonio Sant’Elia

ANTONIO SANT’ELIA
(1888 – 1916)

Ottenuto il diploma di capomastro nel 1905 presso l’Istituto Edile “G. Castellini” di Como, Antonio Sant’Elia fu assunto come disegnatore nell’Ufficio Tecnico del Comu­ne di Milano. Dal 1909 frequentò i corsi di architettura all’Accademia di Brera dove en­trò in contatto con Achille Funi, Leonardo Dudreville e Mario Chiattone. Nel 1911 realiz­zò su commissione dell’industriale Romeo Longatti la villa Elisi a San Martino sopra Como, secondo un lessico architettonico conforme a un gusto pittoresco da chalet da montagna, con la sola nota secessioni­sta della decorazione del frontone, esegui­ta dallo scultore Girolamo Fontana. Nello studio per una facciata di un edificio per abitazione, databile al 1911, il riferimento alla Secessione viennese fu più diretto e totale (cat. 39): su un paramento di pietra mutua­to da Giuseppe Sommaruga, si innestano decorazioni musive e pittoresche impron­tate a una raffinata policromia di carattere bizantino. Il gusto viennese si rivelò anche nella presentazione dei disegni e nei parti­colari d’ornato, come nello studio esposto (cat. 44) o nel progetto di concorso per il nuovo cimitero di Monza (1912; cat. 41) in collaborazione con Italo Paternostro, dove i modelli architettonici vanno però ricerca­ti in un orientalismo conforme a quell’epos funerario borghese a sfondo esoterico, tipi­co dei sacrari e dei cimiteri costruiti dagli architetti del Liberty. Nell’ottobre del 1912 Sant’Elia superò l’esame di licenza di pro­fessore di Disegno Architettonico all’Acca­demia di Belle Arti di Bologna e fu incari­cato dall’architetto Cantoni, presso il qua­le lavorava, di redigere un progetto per il concorso della Nuova Stazione Centrale di Milano (cat. 40); i disegni della facciata del Fabbricato Viaggiatori si riferiscono diret­tamente a Otto Wagner, alla serie di proget­ti per il Kaiser Franz Joseph Stadtmuseum sulla Karlplatz, dai quali fu ripreso il motivo della passerella che scavalca la strada e va a collegarsi al monumentale atrio coperto. Dal 1912 Sant’Elia ricercò nei suoi disegni di progetto la possibilità di una nuova sintas­si compositiva, basata sulla disposizione di volumi elementari, montati in successione scalare o secondo schemi piramidali esalta­ti in chiave monumentalistica da complicati congegni di scalinate e contrafforti (cat. 42, 43). Questa linea di ricerca approdò nel 1913 a composizioni astratte di volumi, rivelate in una serie di disegni denominati “dinamismi architettonici”, le “ferrigne visioni” di sarfat­tiana memoria, dove si può leggere un le­game con l’esperienza pittorica di Umberto Boccioni. Sempre nel 1913, in collaborazione con l’ar­chitetto Cantoni, partecipò al concorso per la Sede della Cassa di Risparmio, in piazza delle Erbe a Verona, dove inevitabilmente, per problemi di ambientamento, optò per una soluzione caratterizzata da pittoricismi neomedievalistici. Nel 1914 Sant’Elia aderì a Nuove Tendenze e partecipò con disegni di architetture alla prima esposizione del gruppo presso i locali della Famiglia Artistica di Milano. Il manifesto L’architettura futurista uscì con la sua firma l’11 luglio 1914. Nello stesso anno, attraverso Carlo Carrà, conobbe Filippo Tommaso Marinetti. Nel luglio 1915 si arruolò nel Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti. Nel 1916 fu inviato al fronte con il grado di sottotenente dei Bombardieri e durante un assalto cadde il 10 ottobre su quella “Quota 77” che da lui prenderà nome.

BIBLIOGRAFIA: F. Tentori, Le origini liberty di Antonio Sant’Elia, in “Architettura, cronache e storia”, n. 2, 1955, pp. 206-208; E. Godoli, Il Futu­rismo, Laterza, Bari 1983; L. Caramel, A. Longatti, Antonio Sant’Elia. L’opera completa, Electa, Mila­no 1987; Antonio Sant’Elia. L’architettura disegna­ta, catalogo della mostra (Venezia, Ca’ Pesaro), Marsilio, Venezia 1991. Testo tratto in: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012

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