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Annibale Rigotti

Annibale Rigotti

Di on mar 8, 2018 in Progettisti | 0 commenti

ANNIBALE RIGOTTI
(1870 – 1968)

 

Naque a Torino nel 1870 e studiò architettura all’Accademia Albertina di Belle Arti. Si diplomò nel 1890 e divenne apprendista prima di Crescentino Caselli e poi di Alessandro Antonelli – architetto della Mole Antonelliana che proprio in quegli anni era ancora in cantiere. Fu tra i primi architetti italiani a sentire l’influsso dei modelli d’oltralpe, in particolar modo della Secessione viennese. Il suo precoce gusto internazionale si spiega grazie alle numerose commissioni ricevute dall’estero: a partire dal 1893, R. lavorò fianco a fianco con Raimondo D’Aronco per l’Esposizione di Industria e Agricoltura di Costantinopoli (Turchia) e in seguitò accettò autonomamente commissioni per una stazione ferroviaria e due teatri in Bulgaria (1893-1896). Tornato in Italia, partecipò con Caselli al concorso per il palazzo Comunale di Cagliari (1896). Nel 1902 realizzò villa Falcioni a Domodossola, un progetto nel quale l’architetto curò sia l’architettura sia l’arredo e propose una delle migliori espressioni del suo stile semplice e funzionale, che privilegia l’aspetto costruttivo su quello decorativo. Nello stesso anno ebbe un ruolo di primo piano nella realizzazione dei padiglioni espositivi per l’Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Torino: in qualità di collaboratore di D’Aronco, R. partecipò attivamente alla realizzazione dei disegni esecutivi e, successivamente venne incaricato della direzione dei lavori. La vicinanza di R. ai nuovi modelli artistici fu ribadita dal suo ruolo di editore di L’Artista Moderno (1902). Nel 1907, R. fu tra le maestranze italiane chiamate dal re del Siam a realizzare il nuovo palazzo del trono a Bangkok. In questa occasione R. si occupò solo dell’aspetto architettonico – la decorazione interna è opera di Galileo Chini – proponendo una singolare sintesi di modelli architettonici orientali e occidentali. L’incarico tenne R. a Bangkok per due anni. Altre realizzazioni di R. in Thailandia sono da attribuire al suo soggiorno successivo tra il 1923 e il 1926 (casa di Chao Phraya Ram Rakhop, villa Norasingh, Wat Benchamabophit, villa Phitsanulokc). R. tornò in Italia nel 1909, prima dell’ultimazione del palazzo del trono, ma continuò a seguire gli sviluppi del progetto anche dalla madrepatria coordinando la consegna dei materiali – soprattutto marmo di Carrara. Rimase attivo anche in Italia, col progetto per la Cassa di Risparmio di Torino (1912) e insegnando al Politecnico di Torino a partire dal 1910. Seguì altri progetti minori in Italia, orientandosi sempre più verso un modello razionalista, evidente soprattutto nelle collaborazioni col figlio Giorgio Rigotti (fabbrica Italiana Tubi Metallici, Torino, 1938-1939 e palazzo a Vela, Torino, 1961). Morì a Torino nel 1968.

 

Testo di Federica Mentasti © A. Speziali, Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del Liberty, Cartacanta, Forlì 2017.

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