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Altare, una città Liberty tutta da scoprire

Altare, una città Liberty tutta da scoprire

A cavallo tra l’ottocento e il novecento si è assistito alla nascita di un nuovo genere artistico, chiamato, a seconda dei luoghi, floreale, liberty, modernista, art nouveau, ecc. Dopo aver presentato il liberty savonese vorrei offrire ai lettori anche alcune immagini di alcune pregevoli ville liberty di un paese nell’immediato entroterra savonese. La località si chiama Altare, paese noto soprattutto per le sue industrie vetrarie e situato a una quindicina di chilometri da Savona, ne offre alcuni esempi pregevoli. Il breve articolo è naturalmente privo di pretese critiche, non essendo l’autore, come del resto già specificato in passato, un esperto d’arte. L’indirizzo prescelto è semmai prettamente fotografico e descrittivo ed è rivolto al solo scopo di permettere a chi non le avesse mai notate di ammirarne la bellezza e magari invogliarlo a vederle di persona allorquando capitasse da quelle parti.

Le tre ville in oggetto distano l’una dall’altra poche decine di metri, sorgono vicinissimo al centro del paese e sono dunque assai facili da trovare. Le prime due che vi mostriamo sono state realizzate ai primi del novecento dall’ingegnere e architetto Nicolò Campora, uno dei più prestigiosi professionisti attivi all’epoca a Savona. Soggette ad accurati restauri, sono in ottime condizioni. Furono entrambe commissionate dal Monsignor Giuseppe Bertolotti, all’epoca parroco di San Eugenio ad Altare, per farne dono alle sorelle Rosalia ed Enrichetta.
Villa Rosa, di cui vi mostriamo qui sotto due belle immagini, deve appunto il nome alla sua proprietaria originaria Rosalia.

Villa Rosa. Facciata principale.

Villa Rosa. Facciata principale.

Villa Rosa. Particolare.

Villa Rosa. Particolare.

Questa magnifica villa spicca con le sue raffinate decorazioni, la sua torretta, il pregevole bovindo circolare, le ampie vetrate sormontate da colonnati e da balconate con ringhiere finemente lavorate. Iniziata col nascere del secolo scorso, fu terminata e consegnata nel 1906 o forse poco dopo. Successivamente acquistata dallo Stato, acquisita al demanio e restaurata entro il 2005, ospita oggi la biblioteca comunale, la biblioteca specialistica del vetro e l’interessante museo del vetro di Altare ed è dunque visitabile. Restando nell’ambito del puro stile floreale sono particolarmente degni di nota al suo interno gli stupendi termosifoni d’epoca.

Villa Agar, di cui potete vedere qui sotto il fronte principale, sorge a fianco dell’altra, immediatamente alla sua destra. È stata terminata intorno al 1904 – 1905 e, dopo alcuni cambi di proprietà, è oggi utilizzata come casa di riposo.

Villa Agar. Fronte.

Villa Agar. Fronte.

A una facciata tanto elegante quanto priva di fronzoli (se si eccettua la presenza sulla sinistra di un bovindo moderatamente aggettante) e sobriamente decorata con classici motivi floreali, si contrappone un retro ornato invece in maniera assai spettacolare. E in effetti l’insieme delle ali laterali, delle torri e torrette in puro stile liberty e la stessa notevole ampiezza che lo caratterizza, fanno quasi assomigliare l’edificio in oggetto a un castello delle favole. Come si può costatare osservando le due immagini, sopra e sotto, guardando dapprima il davanti e poi il retro non sembra neppure di avere a che fare con il medesimo fabbricato.

Villa Agar. Retro.

Villa Agar. Retro.

La terza pregevole costruzione liberty altarese di cui ci occupiamo, conosciuta con il nome di Villa Bordoni, è stata invece realizzata, sempre ai primi del ‘900, dall’illustre architetto savonese Alessandro Martinengo, autore nel capoluogo di numerosi importanti edifici. Raffrontando la splendida facciata, decorata e con motivi favolosi e con motivi marinari, con altri palazzi progettati da Martinengo (vedasi in proposito il “Palazzo dei Fratelli Rosso” oppure “Palazzo Piccardo” a Savona, mostrati nell’aerticolo sul liberty savonese) ci sembra che lo stile del suo artefice risulti chiaramente riconoscibile. La presenza della struttura sul tetto, soprastante l’ala centrale, è ad esempio sua tipica. Come si può facilmente costatare guardando le due immagini qui sotto presentate, l’edificio in passato ha subito seri danni e giace purtroppo in grave stato di abbandono, per cui necessiterebbe di urgenti interventi di salvaguardia.

Villa Bordoni di A. Martinengo. Fronte.

Villa Bordoni di A. Martinengo. Fronte.

Villa Bordoni. Retro.

Villa Bordoni. Retro.

A quanto pare il costo di un eventuale restauro sarebbe così oneroso dall’avere finora scoraggiato qualsiasi privato ad acquistarlo mentre, da parte sua, il comune, soprattutto in questi anni di crisi economica, sarebbe privo dei mezzi necessari per intervenire. Pur comprendendo la difficile situazione contingente, sarebbe però davvero deprecabile permettere che questa splendida villa rovini in maniera irrecuperabile. In passato sono già andati perduti altri edifici coevi pregiati, tra cui un teatro, realizzato sempre nel paese e attribuito al rinomato architetto di scuola torinese Gottardo Gussoni (l’autore di Villa Zanelli a Zinola) e non vorremmo che l’evento negativo si dovesse ripetere. È dunque nostra fervida speranza che si possa intervenire al più presto per salvare la bella Villa Bordoni.

Teatro Liberty

Teatro Liberty

Testo e foto di Massimo Bianco

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