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Alois Delug

Alois Delug

ALOIS DELUG
(1859 – 1930)

Nato a Bolzano nel 1859, dopo aver frequen­tato le scuole nella sua città si iscrisse all’Ac­cademia di Vienna che frequentò tra il 1880 e il 1886 nella classe di Christian Griepen­kerl. Conclusi gli studi a Vienna, soggiornò per due anni a Roma grazie a una borsa di studio (1886-1888) e quindi a Londra e a Pa­rigi. Tra il 1888 e il 1897 fu attivo a Monaco di Baviera dove visse il suo periodo creati­vo più fecondo che lo portò a partecipare a numerose esposizioni in Germania, Austria e poi a Londra, Chicago, Parigi. Venne no­minato membro della giuria dell’Esposizione universale di Chicago per la Germania. Il suo percorso artistico matura fra naturalismo e simbolismo, come sintetizza molto bene una delle sue opere più importanti, Venti di Mar­zo, del 1891, oggi al Museo di Darmstadt, dal titolo originario Idylle che fu pluripremiata a Monaco (1891), a Berlino (1892), a Chicago (1893), a Vienna (1894), a Venezia (1895), a Londra (1896), a St. Louis (1904). Il dipinto fu esposto nel 1895 anche alla I Biennale di Venezia e lodato da Vittorio Pica. Una profonda tensione idealista connota le sue opere anche quelle a carattere decora­tivo, come il fregio Le arti onorano la patria realizzato per il Museo delle Arti Applicate di Stoccarda, o quelle ritrattistiche, come il Ritratto della famiglia Markl, 1907, conserva­to alla Galleria del Belvedere di Vienna. Ma è soprattutto ne Le Norne (cat. 185) – divinità germaniche assimilabili alle Parche del mondo classico – che l’artista rende omaggio come in nessun’altra opera allo spirito simbolista e wagneriano dell’epoca (cfr. Tiddia 2008). In mostra Le Norne costituiscono il controaltare nordico del dipinto con soggetto assimilabile, Amore e le Parche, di Ettore Tito (cat. 184). Nel 1898 fu tra i membri fondatori della Se­cessione di Vienna e nello stesso anno rice­vette l’incarico di professore: negli anni del suo insegnamento, fino al 1928, dimostrò un eccezionale spirito riformatore che lo por­terà dieci anni più tardi a trasferire la sua scuola privata a Grinzing, poco fuori Vien­na. Tra il 1922 e il 1924 lavora come ritratti­sta negli Stati Uniti. Negli stessi anni ottiene la commissione per una Pietà destinata alla memoria dell’imperatore Massimiliano nella cappella di Queretaro in Messico. Dopo il suo ritorno in patria inizia a pensare al progetto di una colonia di artisti presso la sua scuola di Grinzing a Vienna. Muore nel 1930.

Alois_Delug_-_Die_Nornen

BIBLIOGRAFIA: Alois Delug 1859-1930, a cura di Kraus, catalogo della mostra (Bolzano, Riz­zolli-Haus), Museumverein Bozen, Bolzano 1990; Tiddia, in Nuovi ospiti a Palazzo. Donazioni e depositi del XIX secolo 2004-2008, a cura di A. Tiddia, catalogo della mostra, Tipografia Nicolodi, Trento 2008, p. 120. Testo tratto da: Aa. Vv. Liberty, uno stile per l’Italia moderna, Silvana editoriale, Cinisello Balsamo 2012.

Alessandra Tiddia

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