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Alfredo Campanini

Alfredo Campanini

ALFREDO CAMPANINI
(1873 –1926)

 

Di origini emiliane, nacque a Gattatico di Praticello nel 1873. Si trasferì a Milano a diciotto anni per studiare, frequentando sia la scuola per capomastri sia l’Accademia di Brera: un dualismo che permarrà anche nella sua carriera, nella quale si presentò sia in qualità di architetto sia di imprenditore, rendendo a volte difficile ricostruire con precisione i suoi interventi architettonici.

Diplomatosi in architettura a Brera nel 1896, Campanini inizialmente si occupò della costruzione della chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Milano e partecipò – senza successo – al concorso per il cimitero di Monza (1897); ebbe miglior fortuna nel 1900, quando vinse un concorso per la realizzazione del padiglione Poste e Telegrafi all’Esposizione Universale di Milano.

La sua notorietà è legata all’attività svolta a Milano nel settore residenziale tra il 1902 e il 1908: erano gli anni di massimo vigore del Liberty milanese, e Campanini si distinse tra i suoi migliori interpreti. A questa fase appartengono casa Tornamienti (via Petrella, Milano 1902), casa Campanini (via Bellini, Milano, 1904-1906), villa Bernasconi (Cernobbio, 1904-1906), casa Cambiaghi (via Pisacane, Milano, 1905) e casa Tosi (via Senato, Milano, 1906-1909) oltre ad altri edifici oggi demoliti.

In particolare casa Campanini – un’auto-commissione realizzata per sé e per la moglie – è considerata uno dei massimi esempi di architettura Liberty a Milano grazie alla sua sapiente combinazione di originali soluzioni tecniche con una coerenza stilistica che fonde unitariamente le varie parti dell’edificio. La creatività dell’architetto incontra qui suggestioni di numerosi progettisti contemporanei – in particolar modo Sommaruga e il suo palazzo Castiglioni – di cui Campanini riprende alcuni motivi adattandoli secondo il suo gusto personale – generalmente più leggero e delicato rispetto a quello di Sommaruga.

Campanini non godette tuttavia di particolare divulgazione da parte della stampa contemporanea, sebbene fino al 1915 fu tra i collaboratori de L’Architettura Italiana, rivista fondata tra gli altri da Pietro Fenoglio e attorno alla quale gravitavano molte delle personalità più all’avanguardia del tempo.

Accanto alla moda del Liberty, Campanini si dedicò anche ad altri progetti di stampo più tradizionale, che possono essere contestualizzati nella tendenza per l’Eclettismo, sempre viva in Italia accanto alle istanze moderniste. Nel 1905, Campanini realizzò un intero villaggio in stile neo-medievale presso il castello di Grazzano Visconti, del quale aveva gestito il restauro.

Le curve Liberty invece trovarono nuova espressione nel gusto neo-rococò della casa in corso Monforte 32 (Milano, 1911), riadattamento di un edificio neoclassico dove i motivi in pietra artificiale della facciata vengono adattati secondo un gusto barocco e storicheggiante anziché floreale.

Campanini continuò a lavorare nel settore dell’edilizia residenziale anche nel dopoguerra, sebbene nessuna delle sue creazioni di questo periodo si distingua per particolare qualità o originalità. Campanini morì a Milano nel 1926 in un incidente di cantiere presso una sua casa in costruzione.

 

Testo di Federica Mentasti © A. Speziali, Giuseppe Sommaruga (1867-1917). Un protagonista del Liberty, Cartacanta, Forlì 2017.

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