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Alfons Mucha

Alfons Mucha

1925. Mucha publishes his book Svobodné zednářství (Freemasonry), to mark the 333rd anniversary of the birth of Jan Amos Komenský (1592-1670), the spiritual founder of the Czech Lodge of Freemasons.

1925. Mucha publishes his book Svobodné zednářství (Freemasonry), to mark the 333rd anniversary of the birth of Jan Amos Komenský (1592-1670), the spiritual founder of the Czech Lodge of Freemasons.

L’artista ceco Alfons Mucha (1860‐1939) è riconosciuto come uno tra i più rappresentativi interpreti dell’Art Nouveau, “promotore” di un nuovo linguaggio comunicativo, di un’arte visiva innovativa e potente: le immagini femminili dei suoi manifesti erano molto diffuse e popolari in tutti i campi della società del suo tempo e ancora oggi si può facilmente individuare la sua inconfondibile cifra stilistica, che lo ha reso eterno simbolo della Belle Époque.
Figlio di un usciere del tribunale, Ondřej Mucha, e della sua seconda moglie Amálie, Alfons Maria Mucha nasce a Ivančice il 24 luglio 1860. Sin dall’adolescenza, Mucha dimostra uno spiccato interesse per il disegno che lo porta, nel 1879, ad entrare nel laboratorio di pittura della ditta Kautsky‐Brioschi‐Burghardt, che produce scenari per il teatro e sipari.
Nel 1882 incontra il conte Eduard Khuen‐Belasi, che diventa il suo primo mecenate. Nel 1885 il conte gli finanzia gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera e un viaggio a Parigi, dove Mucha giunge nel 1887 e dove rimane per i successivi diciassette anni.
Nel 1889 il conte Khuen smette inaspettatamente di finanziare l’artista che, abbandonata la scuola, inizia a lavorare come illustratore, avviando una serie di collaborazioni con importanti riviste e case editrici francesi. Il primo vero successo come illustratore arriva nel 1894, quando Mucha disegna il primo manifesto per Sarah Bernhardt in occasione dello spettacolo Gismonda di Victorien Sardou. È l’inizio di una lunga collaborazione, che lo decreta come uno dei più ricercati autori di arte applicata, di manifesti pubblicitari e di illustrazioni.
Il 1897 è per Mucha un anno di mostre importanti. La sua prima mostra personale si tiene alla Galerie de la Bodinière di Parigi, una seconda mostra, di cui disegna il manifesto, apre al Salon des Cent e una terza mostra è organizzata alla fine dell’anno presso il Salone Topič di Praga. Nel 1900, in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi, il progetto di Mucha per la disposizione generale del padiglione della Bosnia‐Erzegovina e il suo manifesto dell’esposizione austriaca sanciscono il suo ruolo di spicco nel panorama artistico europeo di fine secolo. Nel 1902, nel libro Documents décoratifs, Mucha definisce per la prima volta l’essenza dello stile Art Nouveau.
A partire dal 1904 l’artista compie alcuni viaggi negli Stati Uniti, dove le personali del 1920 e del 1921, ospitate rispettivamente presso l’Art Institute of Chicago e il Museo di Brooklyn a New York, riscuotono un successo strepitoso. La mostra di Chicago vede esposti i cinque quadri dell’Epopea Slava, ciclo iniziato nel 1910 in Repubblica Ceca e portato a termine a Praga nel 1928. Alfons Mucha si reca a Parigi per l’ultima volta nel 1936 in occasione dell’ultima retrospettiva organizzata durante la sua vita. Mucha si spegne infatti a Praga nel 1939. In quell’anno la rivista parigina di grafica “Arts et métiers” dedica un numero alla commemorazione dell’artista.

 

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