Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!
Menu Navigazione
Aleardo Terzi

Aleardo Terzi

ALEARDO TERZI
(1870 – 1943)

Aleardo Terzi, pittore, disegnatore e pubbli­citario, è figlio d’arte: il padre, Andrea Terzi, è illustratore e la madre, Rose Engel, appartie­ne a una famiglia di origini svizzere attiva nel campo dell’industria libraria. Amedeo John Engel Terzi, fratello di Aleardo e per un pe­riodo suo collaboratore, si specializzerà nel disegno scientifico. Aleardo abbandona presto gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo per col­laborare con la rivista “La Tribuna illustrata”, nella cui redazione incontra Giovanni Maria Mataloni, uno dei maestri del manifesto pub­blicitario italiano. Lo stile di Terzi assume in questi anni le sue forme caratteristiche, in particolare nella produzione grafica, ma an­che in quella pittorica. Tra i temi affrontati, quello delle figure femminili rimarrà il suo soggetto prediletto. Nel 1894, ottiene il pri­mo premio alla Mostra fra artisti siciliani che si tiene a Palermo con il dipinto Azalea. Dal 1897 lavora come illustratore con molti editori: Enrico Voghera di Roma, Emil M. En-gel, l’Istituto d’arti grafiche di Bergamo per il quale realizza, nel 1900, il suo primo ma­nifesto pubblicitario, e Edoardo Chappuis di Bologna (dal 1911; cat. 142). Dal 1898, invitato da Mataloni, Terzi si trasfe­risce a Milano per lavorare presso le Officine Grafiche Ricordi e conosce così cartellonisti della fama di Adolfo Hohenstein, Marcello Dudovich, Leopoldo Metlicovitz e Leonet­to Cappiello. Terzi spazia dalla creazione di manifesti pubblicitari per aziende e istituzio­ni italiane, come i magazzini Mele di Napoli, all’ideazione di locandine per il cinema. Il suo stile risente progressivamente di un influsso liberty e Jugendstil che riesce a trasmettere sia nella creazione pubblicitaria sia nell’attivi­tà di illustratore per riviste, come “La Lettu­ra”, mensile del “Corriere della Sera”, “Natura ed Arte”, “Vita Internazionale” e “Novissima”. Dopo un breve viaggio a Londra, nel 1903, presso il fratello Amedeo, riceve la nomina di direttore e disegnatore per la casa editrice Danesi di Roma, dove lavora dal 1904 al 1910. Vince numerosi concorsi: nel 1906, il bando per la realizzazione di una copertina per “Il Giornalino della Domenica”; il concorso per le illustrazioni del libro Cantilene dei bambi­ni, poesiole e ritornelli di tradizione popolare

per la casa editrice della rivista “Novissima”. Ha inizio la sua carriera come illustratore per l’infanzia: collabora regolarmente con il “Cor­riere dei Piccoli”, fondato nel 1908 come sup­plemento del “Corriere della Sera”. Nel 1913 è presente all’esposizione della Se­cessione romana, di cui cura anche il catalogo, e nel 1914 è all’Esposizione mondiale del libro di Lipsia. Nonostante abbia lavorato anche per la Richard-Ginori e nel campo teatrale, le sue opere più note appartengono all’ambito della pubblicità: si ricorda il manifesto per il dentifricio Dentol (1914) e quello popolarissi­mo per il colorificio MaxMeyer raffigurante un cagnolino che stringe tra i denti un pennello intriso di vernice (1921). Dal 1925 al 1930, Terzi dirige l’Istituto del libro di Urbino ed è docente di disegno, illustrazione, xilografia e calligra­fia. Viene inoltre nominato direttore grafico dell’Enciclopedia Treccani (1928-1929). Non smette di occuparsi di illustrazione per l’infan­zia, producendo più di duecento tavole per l’“Enciclopedia della Fiaba”.

Serena Ferrari
Bibliografia: M. Quesada, Aleardo Terzi tra Li­berty e Déco, Novecento, Palermo 1982.

 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrivi Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>