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Il Teatro Sperimentale degli Indipendenti festeggia 100 anni

Il Teatro Sperimentale degli Indipendenti festeggia 100 anni

Di on apr 9, 2013 in Regione Emilia-Romagna, Regione Lazio, Regione Lombardia, Regione Sicilia | 0 commenti

Quest’anno si festeggia il centenario dalla nascita del Teatro Sperimentale degli Indipendenti. I fondatori furono Anton Giulio Bragaglia e Mirko Vucetich che nel 1923 nella città di Roma misero in piedi questo teatro, che fu attivo fino al 1931, mettendo in scena, oltre a un repertorio sperimentale, pantomime e spettacoli di danza. Maggiori informazioni sugli eventi collaterali si possono trovare alla seguente pagina: www.facebook.com/TeatroSperimentaleIndipendenti dove chiunque abbia interesse può partecipare la progetto inserendo documenti e testimonianze non solo sul T.S.I. ma anche su altri teatri del periodo che hanno caratterizzato la Belle Epoque tra fine ‘800 e inizi ‘900.
Il 1923 è anche l’anno in cui predomina l’Art Decò e spuntano come funghi anche villini Liberty. Roma è ricca di edifici di questo tipo e anche i teatri fanno la loro parte, come ad esempio il teatro Ambra Jovinelli del 1906.

Un anno prima nasceva a Treviglio il teatro Filodrammatici, all’insegna dello stesso stile. Pochi anni dopo,tra il 1913-14, Palermo vede nascere il maestoso Teatro Kursaal Biondo a firma dell’architetto Liberty Ernesto Basile. In questo edificio il noto progettista con il suo intuito fine, con il suo gusto eletto, con le sue spiccate qualità di artista originale ha saputo assimilare le pure forme dell’arte classica e regionale, rivestendo poi tali forme con bassorilievi e decorazioni che si abbracciano tra il Liberty e l’Art Decò. Se ci spostiamo in Emilia Romagna, possiamo conoscere l’opera decorativa di Arturo Prati presso il Teatro Comunale di San Felice sul Panaro del 1905, rivale del teatro trevigiano, che supera in dimensioni e in estetica con affreschi Liberty di rara bellezza. Spostandoci infine nella Provincia di Rimini, a Novafeltria troviamo il teatro Sociale che pare esistesse già
nel ‘700, amministrato da un circolo di nobili e probabilmente più piccolo rispetto a oggi, con meno sale di spettacolo e più locali attigui per il gioco, la lettura, la conversazione. Purtroppo la documentazione è andata persa quasi completamente, i pochi documenti salvatisi e conservati nell’archivio comunale, illustrano la ristrutturazione compiuta nel primo decennio del XX secolo, con pavimenti di legno ed un ampio rifacimento dei palchi resi più luminosi e spaziosi in base al progetto realizzato dall’ingegner Francesco Aurelio Tosi di Mercatino Marecchia.
L’esterno presenta una scansione a paraste (due centrali pensili); al piano superiore si aprono cinque finestre con cornici arcuate Liberty, il tutto sovrastato da un fastigio a pinnacoli con grande lira al centro. La sala, di gusto tra il Liberty e l’Art Decò, è caratterizzata da grossi pilastri con sovrastanti colonne che sorreggono tre ordini di balconate, suddivise un tempo da tramezzi in palchi aperti. Con la nuova ristrutturazione, realizzata nel 1983 su progetto dell’arch. Giancarlo De Carlo, i tramezzi sono stati però soppressi, ricavando al posto dei palchi tre gallerie. Il soffitto è ancora quello originale, con campiture riquadrate a stucchi e rimaste prive delle decorazioni pittoriche, certamente previste, ma mai eseguite. Il Teatro venne solennemente inaugurato nell’ottobre del 1925 con la rappresentazione de “La Boheme” di Puccini, che riscosse notevole successo.
Il Teatro Sociale deve il suo nome al fatto che la sua proprietà, nei primi del ‘900, era riconosciuta alla “Società del Carnevale” che contava 72 soci ed aveva un suo Consiglio di Amministrazione; poi, dopo un ventennio di incuria (evidentemente la Società si era sciolta) nel 1976 il Tribunale di Pesaro riconosceva a favore del Comune di Novafeltria la sua piena proprietà.

Andrea Speziali
www.romagnaliberty.it

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